Lecco. Startup innovative  Quattro su cinque nel terziario
A Lecco al primo febbraio risultavano iscritte 45 startup innovative

Lecco. Startup innovative

Quattro su cinque nel terziario

Lecco tra i territori più vivaci in Lombardia, il caso della VdgLab di Oggiono, nata come spin off, dai led ultravioletti un brevetto per sanificare l’aria

La pandemia non ha frenato la vitalità di startup e pmi innovative, che continuano a nascere anche a Lecco e ad ottenere finanziamenti pubblici agevolati dal Fondo di Garanzia per le pmi.

Secondo il nuovo dato trimestrale del ministero dello Sviluppo economico con MedioCredito Centrale, a marzo 2021 il totale dei finanziamenti erogati e con garanzia gratuita all’80% hanno superato i 2,5 miliardi di euro. In particolare, per quanto riguarda le startup innovative dall’avvio dello strumento nel 2013 in Italia ne sono state finanziate quasi 6mila per una media di 166 mila euro a operazione. Alla data del 31 marzo 2021, le startup innovative hanno beneficiato di oltre 1,6 miliardi (10mila operazioni) di euro in prestiti agevolati.

La tendenza all’avvio di startup innovative si conferma anche a Lecco, dove alla data dell’1 febbraio di quest’anno (ultimo dato camerale disponibile) risultavano registrate 45 società, più tre che si sono iscritte in data successiva. A Lecco 4 startup innovative su 5 sono del terziario (a Como 9 su 10), con una quota dell’1 per mille sul totale delle imprese iscritte. La provincia per numero di startup innovative è 47ma in Italia (Como 52ma) e quarta in Lombardia, con Milano al primo posto.

Nel Lecchese sono presenti perlopiù realtà molto piccole, salvo una nella fascia di business compresa fra 250mila e 500mila euro e una fra 500mila e 1 milione. Al quadro delle società innovative lecchesi si aggiungono anche 5 pmi innovative, «probabilmente ex startup innovative che a scadenza si sono trasformate», osserva Carlo Guidotti, responsabile dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Como-Lecco.

Fra le esperienze lecchesi è in corso anche quella di VdgLab srl, nata come spin-off di C&E Group di Vincenzo Di Giovine. C&E è un marchio oggionese noto nel mondo per l’illuminazione elettrica, elettronica e ottica, legato a iniziative a forte impatto mediatico come la luce rossa sull’Albero della Vita di Expo 2015 o i sistemi di segnalazione luminosa che hanno accompagnato gli allenamenti dei campioni del Real Madrid.

«Oggi – afferma Veronica Colombo, responsabile amministrativa di VdgLab - grazie al progetto I-Label VdgLab ha acquisito esperienza sui Led ultravioletti, utilizzati per sistemi di essicamento con raggi Uv e per sistemi di sanificazione dell’aria. Abbiamo brevettato a livello Europeo il prodotto Uvcsan, un’apparecchiatura per la purificazione dell’aria che utilizza i raggi Uv prodotti con Led per sanificare l’aria, sostituendo così in modo ecologico le fonti al mercurio. Ci occupiamo di sistemi di illuminazione per rendere fruibili di notte eliporti per ospedali o per paesi di montagna».

La startup ha vinto nel 2019 un bando di Regione Lombardia per il progetto I-label, promosso dalla startup insieme a Ritrama, Omet, Iit - Istituto Italiano di Tecnologia, Ilti, Ferrarini & Benelli.

«Le aziende che sostengono l’iniziativa dell’etichetta intelligente – spiega una nota di VdgLab - propongono un’idea innovativa per ridurre significativamente il problema dell’impatto ambientale del packaging dei beni di largo consumo, con risvolti concreti in termini di economicità, etica e sostenibilità ambientale».


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