Lecco: si è fermato   l’export della meccanica
1Una fase produttiva in un’impresa metalmeccanica lecchese 2 Ancora un’azienda delle meccanica 3 Giovanni Pastorino, coordinatore del distretto

Lecco: si è fermato

l’export della meccanica

Nel terzo trimestre del 2014 il distretto lecchese ha segnato uno stallo nelle esportazioni

In Lombardia si è registrata una crescita media delle vendite sui mercati esteri del 2,3%

Nel terzo trimestre 2014 l’export dei distretti tradizionali lombardi è cresciuto del 2,3% a valori correnti rispetto all’anno scorso, ma nello stesso periodo le esportazioni della metalmeccanica hanno segnato il passo.

Secondo gli ultimi dati diffusi ieri dal Monitor dei distretti della Lombardia del Servizio studi di Banca Intesa Sanpaolo il distretto metalmeccanico lecchese è uno dei tre, col legno arredo della Brianza e le macchine tessili e per materie plastiche di Bergamo, a «crescita sostanzialmente nulla nel confronto con i dati di export del terzo trimestre 2013». La metalmeccanica lecchese «si presenta inoltre in situazione di stallo – spiega l’indagine – anche se osservata nel complesso dei primi nove mesi dell’anno», periodo nel quale la crescita media regionale è stata del 3,3%.

Seppure a Lecco sia cresciuto l’export di prodotti in metallo quali viti, bulloni, posate, pentolame e lavorazioni a freddo dell’acciaio, a subire una flessione sono stati i prodotti di carpenteria metallica come tubi, condotti, meccanica, profilati cavi, con le maggiori flessioni registrate nei primi 9 mesi del 2014 sui mercati di Francia, Regno Unito e Spagna. Tuttavia, nel frattempo a registrare una ripresa di vendite per il distretto sono stati i mercati tedesco e statunitense.

Salvo qualche eccezione il quadro generale si conferma di crescita con risultati particolarmente evidenti sia sui primi nove mesi dell’anno sia nel terzo trimestre su base tendenziale per i distretti della calzetteria di Castel Goffredo (+12.2% tendenziale da gennaio a settembre), delle carni e salumi di Cremona e Mantova (+11,5% nei primi 9 mesi 2014), della gomma del Sebino bergamasco (+10,4% nei primi 9 mesi 2014) e seta-tessile di Como (+ 9,8% nello stesso periodo).

Mentre l’aumento è generalizzato sui mercati maturi (+4,1%) di Usa, Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera e Spagna, il trimestre luglio-settembre 2014 è stato ancora sottotono (-0,8%) sui mercati di Russia, Polonia e Algeria. Bene invece le vendite dei distretti in Cina, Romania e Repubblica Ceca.

Nonostante 8 distretti abbiano superato le vendite rispetto al periodo pre crisi del 2008, resiste un gap complessivo dell’1,4% a livello di export dell’aggregato distrettuale a causa soprattutto della flessione del riso di Pavia, del legno Casalasco Viadanese e del tessile abbigliamento della Valle Seriana.


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