Lecco. Porte di successo  Viva, l’export è globale
Una fase del processo produttivo delle porte Viva

Lecco. Porte di successo

Viva, l’export è globale

L’azienda brianzola che produce serramenti ha bruciato le tappe conquistando i mercati esteri: «Rispondiamo alla crescente domanda di qualità»

In quattro anni ha bruciato le tappe. E se è partita da una porta che doveva essere per forza di qualità («un prerequisito in Brianza») e con uno spessore del 40% in più, le nuove sfide si moltiplicano. L’ultima? Usare il serramento anche per sanificare l’ambiente, grazie a uno spray nanotecnologico e all’alleanza con un’azienda comasca.

Così Viva Porte ieri ha celebrato i primi quattro anni di vita e progetti realizzati in tutto il mondo.

Gli Stati Uniti al top, ma non solo: «Sabato – ha spiegato Filippo Santambrogio – inauguriamo lo showroom a Toronto, proprio quando mi sposo» ha precisato sorridendo. Auguri dalla platea al giovane imprenditore comasco, che ha tra i suo pilastri la famiglia. Ringrazia papà Silvio accanto a lui, prezioso sostegno, e guarda indietro nel tempo: «Il mio trisavolo lavorava nella falegnameria, il mio bisnonno già si occupava di porte. Insomma un impegno lungo un secolo».

La sfida per questo tipo di prodotto è la precisione delle forme e delle dimensioni, che peraltro a volte incontrano sorprese nel momento della carta e della dimora che effettivamente si ritrovano, soprattutto all’estero. Nessun problema, qui entra in gioco la flessibilità altra caratteristica brianzola. «Scriviamo made in Italy, perché tutto è fatto in Italia ma dovremmo mettere made in Brianza» commenta Silvio.

A Barzanò si fanno ricerca e sviluppo e si lavora grazie alla rete di artigiani della zona. «Fin dall’inizio l’abbiamo detto, volevamo fare qualcosa di diverso – osserva Filippo - Una porta ha quasi trent’anni di vita media, secondo un studio. C’è grande richiesta di qualità oggi, ecco perché l’abbiamo portata anche a uno spessore di 58 millimetri. Anche chi è meno esperto coglie la differenza. Abbiamo porte anche alte quattro metri, siamo unici».

La tattica è stata quell’attenzione sartoriale tipica di questi luoghi e non a caso a Barzanò non si visita uno showroom, ma un atelier. L’idea dunque fin dalle prime battute è stata quella di distinguersi, ma anche di muoversi con i principali brand della zona. Un coordinamento che ha pagato l‘azienda, sempre attenta ai dettagli. Al legno si sono accostati vetro e alluminio, inoltre si sono sviluppati meccanismi di ingegneria e ferramenta per inserire i prodotti in vetro in qualsiasi ambiente e dimensioni.

Presenti in 52 nazioni, con un’elevata fonoassorbenza per ridurre il disturbo dei rumori (grazie a una macchina laser che produce un milione di fori in un metro quadrato), i progetti in pochi anni si sono accumulati. Ma non ci si può fermare. Ecco che ieri accanto a Filippo e Silvio Santambrogio c’era Davide Zerbi, sales manager della Evopdi.

Con lui si è lavorato al prodotto, su un aspetto particolare: «Abbiamo a cuore la salute - racconta il giovane titolare di Viva Porte – e allora abbiamo puntato su un trattamento antibatterico e purificante. VivaPure ha queste proprietà, crea una pellicola invisibile e può essere venduto con le nostre porte. Solo con le nostre. Grazie a questo passaggio, niente batteri, niente odori».

Zerbi ha aggiunto come questa azione sia di disgregazione da ciò che è portato nell’aria e viene appunto ridotto in pezzi così piccoli da non creare più problemi. Si applica a ogni superficie, ma qui è nata un’alleanza specifica ed esclusiva.  


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