Lecco. Pochi parcheggi,  multe per la sosta, la rabbia sale
Auto in divieto di sosta in via Seminario

Lecco. Pochi parcheggi,

multe per la sosta, la rabbia sale

Castello, aumentano le lamentale dei residenti, nel mirino anche la scarsa pulizia e cura della strade

Sporcizia per strada, cestini divelti, parcheggi persi e stangate alle auto in sosta: è una protesta particolarmente diffusa e capillare quella che coinvolge in questi giorni il rione di Castello.

E se proprio in questi giorni il nucleo vecchio del quartiere assisterà finalmente ai primi lavori propedeutici alla nuova passerella pedonale sul Gerenzone, i residenti puntano però il dito su altri temi. A cominciare, appunto, dalla questione viabilistica. A quanto pare, in via Salerno sono tornati da alcuni giorni i vigili urbani ad elevare le multe alle auto in sosta. Se in termini di regolamento c’è poco o nulla da contestare, la protesta del quadrilatero racchiuso tra il Gerenzone e via Mentana è però soprattutto di principio. Per due ragioni. Anzitutto, «per oltre cinquant’anni si è parcheggiato senza problemi in questa via, ma da quando il Comune ha apposto la cartellonistica qualcuno si diverte a chiamare i vigili – è la protesta messa nero su bianco sull’apposito “cahier de doleances” virtuale del Comune di Lecco - i cittadini che non hanno posto auto o garage continueranno a parcheggiare in strada perché non hanno alternative. Su via Seminario la sera è impossibile trovare posto e molte auto parcheggiano puntualmente sul marciapiede».

Insomma, il tradizionale casus belli dei nuclei storici dei rioni lecchesi. Parcheggi non ce ne sono, ma abitazioni auto e residenti sì. Che fare? Imporre alla lettera il rispetto delle regole o contare su quelle non scritte del buonsenso? Ad ogni modo, non finisce qui. «La modifica della viabilità in via Pozzoli e in via Gerenzone e la scelta di creare un inutile parcheggio per le moto – denunciano i residenti - ha fatto perdere diversi posti auto agli abitanti di Castello. Non basta fare le multe: bisognerebbe proporre alternative ai cittadini che pagano le tasse. Anche perché il Comune in via Salerno non provvede nemmeno più a far tagliare le erbacce e alcuni residenti si sono organizzati autonomamente. Forse ci si ricorda di noi soltanto per elevare le multe».

E qui entra in gioco il secondo tema: la manutenzione e il decoro. Ingrandendo un filo l’angolo di analisi (e quindi scendendo di un isolato), le rimostranze si concentrano sulla mancanza di cestini su via Galandra (all’angolo e nei pressi della passerella pedonale chiusa) «in quanto divelti e mai ripristinati».

Quindi, la pulizia della via, «specialmente nel tratto pedonale non viene praticamente mai effettuata, c’è sporcizia di qualunque genere, foglie, deiezioni di cani, e la mancanza dei cestini peggiora ulteriormente la situazione».

Anche il verde di via Galandra non viene manotenuto: «In alcuni casi i rami degli alberi coprono i lampioni e la via risulta molto buia. Le foglie presenti a terra rendono il passaggio pericoloso sopratutto per i più anziani».

Da isolato a isolato, le proteste si chiudono infine in via Papa Giovanni XXIII che lambisce di fatto lo stadio e la parrocchia.

«Da più di vent’anni ormai siamo obbligati a pulire quasi quotidianamente le entrate degli esercizi commerciali dal momento che la mattina i possessori di animali consentono ai propri “amici” di fare i propri bisogni senza curarsi del fatto che noi ci lavoriamo qui. In oltre vent’anni non ho visto nessun operatore del Comune o di Silea passare a dare una pulita o una sanificazione. In compenso, ogni tanto, i vigili passano per dare multe a chi non ha messo il disco orario». Ed ecco il discorso tornare al punto di partenza: le multe.


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