Lecco. «Più corse e veicoli  Il servizio bus cambierà»
Anche l’accesso alla stazione ferroviaria dovrà essere regolato, non è esclusa l’installazione di termo scanner

Lecco. «Più corse e veicoli

Il servizio bus cambierà»

Verso la fase 2: Brivio: «Con l’Agenzia per il trasporto stiamo studiando gli strumenti per garantire la sicurezza. Andranno incentivate tutte le forme di mobilità diversa»

I trasporti, la mobilità e i mezzi pubblici, con il loro sovraffollamento e l’incrocio di decine di migliaia di persone ogni giorno.

Saranno questi gli elementi di maggiore criticità cui le istituzioni si dovranno dedicare con maggiore attenzione e cautela, in vista di una Fase 2 che – come annunciato dal premier Giuseppe Conte – è ormai dietro l’angolo. Serviranno quindi orari differenziati (non per niente si parla di “spalmare” su più turni non soltanto le maestranze nei luoghi di lavoro ma anche gli studeJnti nelle scuole), per cancellare quello che fino a febbraio è stata una costante nella vita anche di tanti lecchesi: le code dell’ora di punta. E, a fronte di queste modifiche, più mezzi pubblici, più corse, ma non solo. Occorrerà puntare in modo ancora più marcato sulla mobilità alternativa e sostenibile (in bicicletta e a piedi), anche perché i veicoli privati non saranno la soluzione a tutti i mali, sotto questo aspetto.

È attorno a questi concetti che il sindaco di Lecco, Virginio Brivio, ha articolato le considerazioni in merito alla ripartenza che anche in città è ormai alle viste. Con la ripresa graduale delle attività economiche e, in autunno, con il ritorno in classe degli studenti di ogni età, bus e treni torneranno ad essere il mezzo di trasporto di decine di migliaia di persone anche nella nostra provincia.

«Giovedì, con i soci dell’Agenzia per il trasporto pubblico locale, abbiamo iniziato a ragionare su questo ambito, affrontando anche il discorso contrattuale. L’accordo attuale va in scadenza il prossimo 30 giugno e la normativa nazionale prevede che si possa prorogare di 12 mesi. Ma l’articolazione del servizio sarà completamente diversa, quindi serve anche una modalità giuridica adeguata a portare avanti questo rapporto, sapendo che il numero delle corse, le linee e la frequenza dei collegamenti dovranno essere rivisti alla luce dei nuovi orari di lavoro e di scuola e del trasporto ferroviario per come sarà impostato».

In caso di doppi turni, infatti, verrà meno la classica ora di punta del mattino e del primo pomeriggio, con un’articolazione molto più distribuita lungo l’arco di tutta la giornata. Il tutto a fronte della necessità di concentrare una quantità inferiore di persone nello stesso luogo, compresi quindi stazioni, bus e treni.

«Servirà l’implementazione del parco mezzi, a fronte della possibilità di trasportare la metà delle persone, secondo quanto calcolato».

Il discorso è analogo per quanto riguarda il trasporto su rotaia, che resta di competenza regionale. «Sono ipotesi alle quali i gestori stanno lavorando, in aggiunta al tema del monitoraggio dei pendolari, con prova della temperatura. Qui occorrerà capire quale tipo di impronta si vorrà dare, se con screening fissi o meno. A Lecco comunque siamo facilitati dalla possibilità di controllare agevolmente le vie di accesso alla stazione, che nelle ultime settimane abbiamo ridotto a una per semplificare le verifiche».

Un’impostazione di tipo metropolitano sarebbe auspicabile per collegare Milano e Lecco, secondo il sindaco Brivio, che ha presentato questa specifica richiesta in Regione e alle Ferrovie. «Servirà uno sforzo importante, attivando collegamenti con intensità molto forte nel rispetto di un’accessibilità condizionata. Perché bisognerà anche evitare la rincorsa al trasporto privato: non risolve tutti i problemi e, inoltre, causa intasamento e inquinamento».

La mobilità sarà una delle chiavi di volta della “nuova” vita anche dei lecchesi. «Dovremo potenziare le aree di interscambio tra trasporto privato e pubblico, per permettere ai cittadini di arrivare abbastanza vicini alla loro destinazione perché possano quindi proseguire col bus, il bike sharing o a piedi. Non potremo realizzare piste ciclabili ovunque e comunque non nell’immediato, ma questa dovrà essere l’occasione per puntare su una mobilità diversa».


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