Mercoledì 26 Giugno 2013

Lecco piange Chiara
Morta a 23 anni

Lecco

È spirata ieri, vicina a tutta la sua famiglia. Stringendo a sé i suoi cari con la fede e la forza di volontà che ne aveva contraddistinto la breve, sfortunata, ma ricchissima vita. Chiara Maria Giudici, residente in via Timavo, a Bonacina, se n’è andata a soli 23 anni per un’anemia aplastica che la perseguitava da quando aveva 6 anni. Un’anemia trasformatasi da gennaio 2012 in mielodisplasia e poi in leucemia acuta.

Non si era arresa

Eppure Chiara non si era mai arresa e aveva vissuto con grande coraggio la sua croce. Spesso non poteva uscire, per il rischio di contrarre virus che l’avrebbero debilitata troppo. Ma al papà Carlo Maria, pittore, alla mamma Giuseppina, al fratello maggiore Luca e anche al fidanzato Andrea, aveva sempre chiesto di vivere: vivere in pienezza di fede e con tutta la propria umanità. Struggente il ricordo di papà Carlo Maria che ringrazia la figlia per aver sostenuto e sorretto, lei debole e malata, tutta la famiglia: «Chiara aveva una fede profonda e ci ha aiutato molto sotto l’aspetto religioso. Questo ci calma e ci tranquillizza in questo momento straziante».

Chiara era iscritta a Giurisprudenza e frequentava il terzo anno a Como con grande profitto. Il suo sogno era di diventare avvocato: «Mia moglie – spiega l’affranto padre - ha uno zio avvocato di Bergamo che aveva fatto provare a Chiara la toga regalatagli dai genitori quando si era laureato. Le aveva promesso che gliela avrebbe donata, se si fosse laureata. Spirando, Chiara è stata coperta dallo zio con questa toga. È stato un onore per noi mettergliela. Sarà sepolta con essa».

C’è chi, per pigrizia, non si laurea mai e chi tra difficoltà del genere stava per farcela: «Dal dolore che viveva quotidianamente, vedeva in questo impegno l’obiettivo culminante della sua gioventù. Forse era predestinata: quando aveva 6-7 anni già diceva di voler fare l’avvocato».

Tante cure e affetto

Ad aiutarla a vivere non solo l’affezionatissima famiglia, ma anche l’ematologa Barbara Nicolini di Mariano Comense, che esercita all’ospedale di Desio: «Per lei Chiara era come una figlia. È molto provata dalla sua scomparsa, Chiara nella limitatezza della malattia, era riuscita a ritagliarsi un po’ di vita normale».

I funerali saranno celebrati domani, giovedì, alle 10,45 a Bonacina e saranno officiati da don Carlo Gerosa

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