Lecco. Nel metalmeccanico  dieci mesi di crescita, bene anche l’edilizia
Anche grazie al traino delle esportazioni il metalmeccanico è tra i settori più vivaci

Lecco. Nel metalmeccanico

dieci mesi di crescita, bene anche l’edilizia

Il trend nei dati della cassa integrazione, da gennaio a ottobre cala l’ammortizzatore sociale richiesto per le tute blu, in percentuale: meno 51,8%

Il 2021 per la meccanica lecchese soprattutto d’esportazione si conferma anno di crescita, ma nel mese di ottobre 2021 rispetto a settembre tornano a crescere in provincia di Lecco le richieste di cassa integrazione.

Secondo il decimo rapporto Uil del Lario sulla cassa integrazione, con quasi 600mila ore richieste in ottobre, la crescita rispetto a settembre è del 26%, contro un calo del 10,8% registrato in Italia, del 17,5% registrato mediamente in Lombardia e del 68,2% nella vicina Como. Tuttavia migliorano i dati lecchesi sulla richiesta di cassa integrazione nel mese di ottobre 2021 rispetto allo stesso mese del 2020, con un -69,5% di richieste (-74,3% in Italia, -83,5% in Lombardia e – 80,9% a Como).

Ma visto che i dati significativi sono sempre quelli di più lungo periodo, sui dieci mesi da gennaio a ottobre 2021 con 10,88 milioni di ore richieste segna il miglior calo, con un -51,8%, contro il -34,7% nazionale, il 42,3% lombardo e il 35,8% di Como che di ore ne ha richieste 25 milioni.

La metalmeccanica lecchese è in ripresa mentre il tessile, anche a Lecco, continua ad essere in difficoltà con una richiesta che nei primi 10 mesi di quest’anno a Lecco ha visto una crescita del 28% rispetto ai primi 10 mesi del 2020 e un totale di 1.086 lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione.

Per quanto riguarda la metalmeccanica lecchese, da gennaio a ottobre 2021 le richieste sono calate del 65,3%, mentre nel periodo sono state 2.706 le persone in cassa integrazione.

In provincia di Lecco la richieste dell’ammortizzatore cala in tutti i settori, dall’industria (-53,1%) all’edilizia (-84,7%), all’artigianato (-66%), al commercio (-38,7%), con un totale di 6.400 persone in cassa integrazione nei dieci mesi (6.891 in meno rispetto ai primi dieci mesi del 2020).

Se da un lato non è detto che le ore richieste, in genere in via precauzionale, non siano quelle che poi realmente vengono effettuate, la ripresa del settore metalmeccanico evidentemente non lascia le aziende del tutto tranquille in relazione a come potrebbe evolversi la pandemia, visto come stanno andando le cose in casa di uno dei principali clienti del Lecchese, la Germania, alle prese con una forte diffusione dei contagi.

In una nota il segretario generale della Uil del Lario, Salvatore Monteduro ricorda che nonostante i forti cali di richieste di ammortizzatori sociali «non bisogna lasciarsi andare a facili entusiasmi, anche in considerazione della recrudescenza della pandemia in tutto il contesto internazionale, cosa che può avere ripercussioni negative sulla domanda estera fondamentale per i nostri territori e per l’alto numero complessivo di lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione nelle due province di Lecco e di Como nel mese di ottobre, ai quali vanno aggiunti quelli coperti dal Fis, il Fondo di integrazione salariale. Ma è altrettanto evidente – conclude Monteduro - che la situazione economica è migliorata, ma va sostenuta la ripresa con politiche fiscali di taglio delle imposte che gravano su lavoratori e pensionati per rilanciare anche la domanda interna».


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