Lecco. Mancano i decreti  Jobs act: una partenza falsa
Il jobs non è stato ancora pubblicato dalla Gazzetta ufficiale. Forte l’interesse degli imprenditori

Lecco. Mancano i decreti

Jobs act: una partenza falsa

Slitta di qualche giorno l’entrata in vigore. Diffuso l’interesse degli imprenditori

Molti vogliono stabilizzare gli impieghi precari

Il Jobs act è in ritardo: la mancata pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale di sabato ha sospeso l’entrata in vigore del provvedimento, ma gli imprenditori del territorio lecchese sono assolutamente interessati alla possibilità di usufruire delle novità che stanno per essere introdotte.

Gli operatori attendevano infatti per ieri l’entrata in vigore dopo l’ultimo passaggio parlamentare, ma dovranno attendere ancora qualche giorno almeno prima di poterne usufruire.

In ogni caso, in molti, tra gli imprenditori del territorio lecchese, hanno seguito con grande attenzione l’evolversi di questo iter e dei contenuti del provvedimento e hanno chiesto informazioni e approfondimento alle rispettive associazioni di categoria, manifestando il loro interesse sul tema.

Da Confartigianato, infatti, fanno sapere che sono numerosi gli associati che hanno contattato gli uffici per ottenere notizie più tecniche rispetto a quanto appreso dai media. «È un’opportunità che sicuramente ha destato l’interesse degli artigiani – fanno sapere da via Galilei -,. Sono diversi gli operatori che hanno bisogno di assumere e hanno necessità di valutare le opzioni migliori a disposizione».

Anche all’Api hanno rilevato parecchio interesse da parte degli associati. Lo conferma Mario Gagliardo, responsabile sindacale dell’associazione di via Pergola. «A oggi il provvedimento non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, quindi il contratto a tutele crescenti non è ancora una forma contrattuale a disposizione degli operatori. Credo sia questione di pochi giorni, ma al momento le aziende non possono ancora operare con le nuove disposizioni».

L’interesse da parte delle stesse, però, c’è ed è consistente. «Sicuramente. Queste opportunità, accompagnate dagli sgravi contributivi già concessi, hanno catturato l’attenzione di molti associati, che ci hanno chiesto approfondimenti. In particolare, credo che gli effetti principali, almeno in una prima fase, si avranno in termini di stabilizzazione degli attuali contratti a tempo determinato, dei lavori in somministrazione e delle collaborazioni cococo e a progetto.

In altre parole, tutte quelle situazioni in cui l’azienda ha già conosciuto la persona e ora attraverso questo sistema trova lo strumento per stabilizzare».

Dunque, il primo effetto sarà una diminuzione del precariato, elemento comunque molto significativo, anche se non produrrà nuova occupazione. «Dalle aziende le richieste si concentrano in prima battuta su queste situazioni: quando il sistema andrà a regime vedremo. In ogni caso, aiuta anche il contesto, che è un po’ migliorato: la situazione economica non è più così negativa, anche se si ragiona sempre su un orizzonte di breve periodo».


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