Lecco, Lucchini: colpo di scena

Si indaga sulla Smc

La faccenda Lucchini si complica sempre di più. Ora anche la Procura di Livorno ha aperto un fascicolo d’indagine

La faccenda Lucchini si complica sempre di più. Ora anche la Procura di Livorno ha aperto un fascicolo d’indagine.

Un fascicolo su Khaled al Habahbeh, presidente della società tunisina Smc, che non ha ancora abbandonato l’idea di acquistare la Lucchini, il polo di Piombino e quello di Lecco.

Un altro colpo di scena mentre i tremila lavoratori stanno col fiato sospeso in attesa di una proposta vincolante degli arabi, che giovedì scorso avevano annunciato la ricapitalizzazione della loro società da 2 milioni a 2 miliardi di dollari. La magistratura ha affidato le indagini alla Guardia di finanza. Le ipotesi di reato che il pm dovrà verificare sono quelle di turbativa d’asta e falso in atto pubblico.

L’intervento della magistratura fa seguito a un esposto presentato dal commissario straordinario Piero Nardi, un atto dovuto, si dice in ambienti Lucchini, al quale il commissario sarebbe stato sospinto anche da un input del Consiglio di sorveglianza sulla gara per la vendita del gruppo siderurgico, al fine di sollevare lo stesso commissario da ogni eventuale responsabilità.

Oltre all’ipotesi di turbativa d’asta, gli inquirenti stanno indagando sulle attestazioni di Khaled al Habahbeh per ottenere il permesso di soggiorno nel nostro Paese. Il presidente della Smc avrebbe infatti dichiarato di non aver subito condanne penali, omettendo di riferire alle autorità italiane dei suoi trascorsi giudiziari negli Stati Uniti, dove ha scontato una pena di 33 mesi per truffa e traffico di stupefacenti.

La Guardia di finanza, allo scopo di comporre il quadro dell’intera vicenda di Khaled al Habahbeh e della sua proposta di acquisire l’intero gruppo Lucchini, starebbe acquisendo anche il dossier in possesso del ministero dello Sviluppo economico, frutto d’indagini riservate, e la documentazione che riguarda il passato dell’uomo d’affari giordano negli Stati Uniti, dove, dopo la condanna, gli è stato negato il soggiorno.

L’indagine in corso non solo da un altro duro colpo alla credibilità dell’offerta della Smc, ma complica ancora di più il tentativo di Nardi di vendere Lucchini che così vede sfumare tante altre serie ipotesi per salvaguardare gli impianti produttivi.

Inoltre c’è anche una questione di logoramento degli animi. Qui a Lecco i dipendenti non stanno più lavorando da quasi un mese e non è così scontato che il laminatoio venga presto riacceso, dal momento che manca la materia prima perché in questa situazione così delicata fornitori e clienti stanno alla finestra a osservare e preferiscono non intrattenere rapporti industriali con la Lucchini.

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