Lecco: l’innovazione?   L’orto costruito nell’acqua

Lecco: l’innovazione?

L’orto costruito nell’acqua

La Gr informatica ha avviato una coltivazione sperimentale “idroponica” che sfrutta la domotica

Goretti: «Sono test molto importanti e utili all’attività di controllo e sviluppo di nuovi software»

Informatica e coltivazione degli ortaggi in acqua. Hanno qualcosa in comune? La risposta del profano è niente. E, invece, ci sono molteplici punti di contatto tra le due attività. Tanto che Lorenzo Goretti, fondatore e titolare della Gr informatica, ha adibito alcuni spazi delle vecchia sede aziendale (in corso Promessi sposi) alla coltura idroponica degli ortaggi. La notizia è uscita perché il titolare della Gr potrebbe essere interessato ad entrare in una parte (piccola) della ex Leuci, nell’ambito del progetto della cittadella della luce.

Va precisato che Goretti è un imprenditore curioso, molto curioso, attento al nuovo, sensibile ai temi ambientali (la nuova sede è un edificio ad impatto zero) e sociali.

Per rendere l’idea, Goretti è un imprenditore che forse si sentirebbe più a suo agio nel capitalismo renano della Germania, più che in quello vorace e avido dei Paesi anglosassoni. Per essere ancora più chiari: dal 2000 la Gr informatica prepara il bilancio sociale. E così ad ogni fine anno, l’impresa raccoglie e sistemizza la buone pratiche e gli scambi con il territorio per farne un libretto da allegare alla contabilità aziendale.

Ci stiamo allontanando troppo dall’informatica e dalle colture in acqua. Da qualche mese, più o meno dall’estate, novello orticoltore, Lorenzo Goretti lavora nell’orto costruito sull’acqua. Spiega il figlio Mario, che è l’amministratore delegato di Agomir (una controllata della Gr): «Coltiviamo lattuga, basilico , prezzemolo. Insomma, ortaggi da foglia, ma tra un po’ vorremmo provare a mettere a coltura dei peperoncini, quindi ortaggi da frutto che devono essere portati a maturazione, con maggiori difficoltà tecniche». Come dire: si alza l’asticella della sfida. Torniamo all’informatica: «L’idea della coltura idroponica - racconta Mario Goretti - è venuta a mio papà, e nasce dalla sua curiosità. Dall’idea siamo passati alla realizzazione perché queste tecniche di coltivazione richiedono un elevato impiego di tecnologie informatiche. C’è il controllo continuo a distanza che è realizzato con il software Arduino, poi ci sono tutte le regolazioni dell’acqua e dei componenti chimici che vengono seguite da software specifici. Per la nostra azienda sono test molto importanti che ci sono utili nell’attività e nello sviluppo progettuale di ogni giorno».

Al di là delle ricadute sull’attività principale, al momento le culture idroponiche hanno per Gr carattere e dimensione hobbistica. Ci potranno essere sviluppi? «Al momento - risponde Mario Goretti - siamo in una fase poco più che embrionale. Però, questa tecnica di coltivazione è molto sviluppata all’estero. In alcuni Paesi, intere fabbriche dismesse sono state riconvertite in questo tipo di coltura. Proprio da queste esperienze, ci è venuta l’idea che un progetto simile potrebbe essere concretizzato in un sito come la ex Leuci di via XI febbraio».

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