Lecco. L’export è in calo   «Ma sui mercati segnali di fiducia»

Lecco. L’export è in calo

«Ma sui mercati segnali di fiducia»

Lorenzo Riva, presidente di Confindustria: «Scontiamo tre mesi di fermo e la frenata tedesca, in questo momento si coglie una ritrovata vivacità»

Nei primi sei mesi di quest’anno rispetto al 2019, con una flessione del 13% nelle importazioni e del 17% nelle esportazioni Lecco nella media dell’interscambio (-15,8%) fa un po’ peggio rispetto al dato medio lombardo (-15,1%).

Un semestre nero da dimenticare anche per Lecco, secondo dati Istat Coeweb elaborati da Promos Italia.

Da gennaio a giugno il valore dell’interscambio commerciale per tutti i settori lecchesi è stato di poco più di tre miliardi di euro (3.031.548.545), contro gli oltre 3,6 miliardi del primo semestre dell’anno scorso.

In particolare, in dati assoluti le importazioni sono state pari a 1.117.317.191 (1.295.852.455 l’anno scorso) e le esportazioni hanno toccato quota 1.914.231.354 (2.306.152.775 l’anno scorso).

Nell’interscambio totale nella scala nazionale per provincia prevale Milano con 49,7 miliardi di scambi (-14%), seguita da Torino e Roma con 14 miliardi, Vicenza e Verona con 12 miliardi, Bergamo, Brescia e Bologna con 11 miliardi.

«Lecco è in flessione – commenta il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva -, ma nessun dramma. Siamo in linea con la situazione della Lombardia. Nei dati del primo semestre di quest’anno scontiamo tre mesi di lockdown totale, che ha lasciato il segno. Oltre a ciò – aggiunge Riva – ricordo che per il nostro distretto metalmeccanico il mercato principale è quello tedesco e sappiamo che nonostante la Germania presenti qualche cenno di ripresa vive tuttavia una situazione sanitaria per il Covid ben più allarmante della nostra fino ad aver messo in forse, di recente, l’eventualità di un secondo lockdown».

Ma anche dalla Germania, dove peraltro Riva ha una sede della sua azienda che fabbrica motori elettrici, la Electro Adda, qualche segnale positivo sta arrivando: «Stiamo vedendo un po’ di vivacità in più rispetto ai mesi scorsi – afferma Riva -, soprattutto sulle commesse destinate a grossi impianti. Ciò, tradotto sul piano generale, dovrebbe far sperare che nel secondo semestre i dati dell’export possano tornare a valori meno negativi. Il mese di settembre per le nostre imprese sembra essere partito con un po’ più forza e convinzione sui mercati, speriamo ovviamente non sia un fuoco di paglia».

Se da un lato il settore metalmeccanico nel 2019 già da mesi stava vivendo una situazione difficile, nel 2020 la pandemia lo ha messo in ulteriore difficoltà per una serie di fattori, non ultimo quello legato alla limitazione dei viaggi esteri: «È stato un limite determinante – afferma Riva -, dal momento che per quanto la tecnologia abbia aiutato negli incontri a distanza non è riuscita a sostituire quel contatto che nella trattativa di persona è determinante nel comunicare coi clienti, trasmettendo motivazione. La svolta ci sarà quando potremo ricominciare a girare per il mondo e dialogare direttamente».

Tante attese ora si concentrano sugli effetti trainanti del superbonus al 110% per le ristrutturazioni edilizia, «un’iniziativa – afferma Riva – che da ciò che vediamo sta dando e darà frutti positivi per l’edilizia ma non solo, visto che il settore muove una grandissima varietà di produzioni».


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