Lecco. «Le imprese green   sono le più forti»
Due prototipi in mostra nell’atrio del Politecnico

Lecco. «Le imprese green

sono le più forti»

Festival della meccanica, nella tavola rotonda al Campus si è parlato di sostenibilità ambientale e sociale - Marco Frey: «Sono innovative e vendono meglio. Resta la sfida di definire un nuovo modello di sviluppo»

Positivo il bilancio della seconda edizione del Festival della meccanica. Il tema scelto, “Sostenibile come l’acqua”, ha permesso di evidenziare molte eccellenze del territorio che spiccano anche per le loro pratiche relative a responsabilità sociale ed ecosostenibilità.

Nell’ultima tavola rotonda, sono stati proposti ulteriori spunti, che gli attori proveranno ad approfondire.

A caratterizzare l’ultimo appuntamento, che al Campus di via Previati ha visto la partecipazione del presidente della Bcc Brianza e Laghi, Giovanni Pontiggia, e di Diego Minonzio, direttore de La Provincia, come moderatore, è stato l’intervento di Marco Frey, presidente del Global compact network Italia e docente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Nelle sue parole, la sottolineatura dell’essenzialità della risorsa idrica e la necessità di rispettare la sostenibilità delle risorse in generale, nell’ottica di una indispensabile equità nei confronti delle future generazioni. «Il mondo, così come è ora, è insostenibile. L’indice di sviluppo umano delle Nazioni unite lo evidenzia chiaramente, con l’Occidente ad avere un’impronta ecologica ben più pesante rispetto ai Paesi africani, a fronte di profondi squilibri in termini di benessere. Appare chiaro che in termini di sostenibilità siano le zone più sviluppate a doversi impegnare maggiormente. Si pensi a quanti elettrodomestici abbiamo rispetto a 50 anni fa, a quanti cellulari inutilizzati nei nostri cassetti».

In ogni caso, a livello internazionale questa esigenza è nota da almeno un decennio; difatti Onu e Commissione europea propongono politiche e azioni mirate in questa direzione. A indicare la strada da seguire è stato lo stesso Frey. «Ci sono diverse proposte, a partire dalla necessità di definire un modello diverso di economia. Tanto più che le imprese che investono in green esportano di più, innovano di più e meglio, creano migliore occupazione. Vanno meglio su tutto, difatti stanno crescendo in modo significativo, con tanti prodotti innovativi che incorporano sostenibilità e danno lavoro stabile».

In questa direzione si sta muovendo anche la meccanica. «Da qualche decennio le imprese sono diventate un partner importante per le istituzioni. Questo tema è diventato significativo anche per la competitività». Anche su questa base è nato il Global compact, il patto per la sostenibilità dell’Onu, al quale hanno aderito diecimila imprese nel mondo e che fissa diciassette obiettivi “universali”, proponendo azioni collettive per dimostrare che nel fare il proprio mestiere ciascuno può dare un contributo. «È un tema – ha concluso – che merita una dimensione strategica di sistema, anche perché può portare un significativo sviluppo territoriale».

Cristina Gianfelici, docente dell’Università di Bologna, si è soffermata sulla rendicontazione della porzione di valore aziendale che non rientra nel bilancio economico e finanziario. Il riferimento è alle risorse umane, al capitale socio relazionale, all’impatto dell’attività di impresa. «Perché la sensibilità collettiva oggi fa sì che questi elementi siano importanti e determinanti nella scelta di un prodotto da parte del consumatore, portato a spendere di più per prendere un prodotto etico e sostenibile piuttosto che uno che sfrutta il lavoro minorile e realizzato con la deforestazione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA