Lecco. L’autotrasporto

è con le gomme a terra

La categoria è tornata a minacciare la serrata dopo l’ultimo incontro avuto con il ministro Lupi

A picchiare ci sono la crisi economica e la concorrenza sleale che arriva dagli autisti dell’Est Europa

Lecco. L’autotrasporto è con le gomme a terra
1Gli operatoridell’autotrasporto sonopronti a proclamare il blocco dell’attività 2 Tra i motivi di difficoltà delle aziende del settorec’è la concorrenzadelle aziende estereche sono sottopostea regole meno rigide

È quasi un rito di fine anno quello con cui, dopo un incontro fra Governo e associazioni dei trasportatori, si annuncia il fermo dei camion sotto Natale.

Ora, con la nuova fumata nera arrivata dopo il recente incontro fra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e le molte sigle della categoria unite sotto il coordinamento di Unatras, i trasportatori dichiarano “irricevibili” le proposte del Governo e annunciano un nuovo stato di agitazione.

A Lecco aderiscono anche i trasportatori di Cna e Confartigianato, in un momento in cui l’agitazione è tuttavia sempre più difficile da tradurre in un blocco delle consegne, dato che a penalizzare le entrate ci pensano già la crisi e i prezzi stracciati della concorrenza estera.

Diversi, dopo aver scongiurato per due anni di fila il taglio dei rimborsi sul carburante, i temi della discordia, fra cui l’esigenza di un maggior contrasto alla concorrenza sleale e chiarezza normativa sui costi minimi per l’esercizio dell’autotrasporto, già bocciati l’estate scorsa dalla Corte europea di Giustizia in quanto fattore penalizzante della libera concorrenza. Secondo le categorie dell’autotrasporto, spesso la concorrenza degli autisti dell’est Europa si basa su prezzi più bassi resi possibili da un aggiramento delle norme alle quali le imprese italiane devono sottostare.

Torniamo alla sentenza della Corte Europea, sulla cui efficacia la categoria si era divisa nell’interpretazione fra chi, da una parte, ha sostenuto che la Corte Europea avesse bocciato l’intero impianto dei costi minimi e chi pensa che il parere negativo riguardi solo le tabelle pubblicate fra novembre 2011 e giugno 2012 dall’Osservatorio autotrasporto (poi abolito), mentre restano valide le disposizioni successive del ministero dei Trasporti, che da un lato non ha aggiornato le tabelle ma, riferisce la categoria, non ci ha nemmeno messo una pietra sopra con una posizione ufficiale dopo la sentenza europea.

Si tratta di questioni su cui è intervenuta nei giorni scorsi con diversi comunicati la Cna lecchese: «Questa volta – ci spiega Giuseppe Frezza, responsabile della categoria autotrasporti per Cna Lecco-Como – c’è stato un fronte unito totale verso temi fondamentali a partire da quello dei costi minimi i quali, dopo la bocciatura europea, vanno di nuovo normati con chiarezza. Tuttavia – aggiunge – ancor più del tema dei costi minimi per noi è urgente il contrasto alla concorrenza sleale, con maggior controllo da parte delle forze di polizia sui camion stranieri che violano le nostre leggi nel trasporto di cabotaggio», che riguarda la fornitura di servizio di trasporto all’interno di uno stato dell’Unione Europea da parte di un trasportatore residente di un’altro Stato comunitario.

Il limite impone non oltre tre viaggi di consegna settimanali in Italia, «ma la regola è totalmente disattesa, mentre in proposito dall’incontro con Lupi sono arrivate solo generiche rassicurazioni sui controlli».

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