Lecco. “Industria 4.0”  Progetti ancora da avviare
“Industria 4.0”, nel Lecchese il piano ministeriale deve ancora decollare in molte aziende

Lecco. “Industria 4.0”

Progetti ancora da avviare

Salvo qualche eccezione, il piano ministeriale per lo sviluppo aziendale da noi è molto in ritardo, Gattinoni (Api): «Tecnologia ed economia vanno unite»

Salvo qualche eccezione (una su tutte la Icam) di fabbriche già da tempo in linea con l’innovazione tecnologica e gestionale prevista da “Industria 4.0”, il piano ministeriale inserito in legge di Bilancio è per buona parte delle imprese solo ai nastri di partenza, mentre per altre è solo un’ipotesi sulla carta.

Tuttavia associazioni d’impresa e sindacati si preparano a quello che è un processo ineluttabile e già parecchio avanti nelle altre economie sviluppate, pena la perdita di competitività e di posti di lavoro.

Su quest’ultimo punto il timore che con tutta l’automazione prevista dalla fabbrica intelligente, e ancor più dalla fabbrica “predittiva” (capace di autoprogrammare e autogestire l’attività) altri lavoratori perdano il posto riguarda anche il “4.0”. Ma da più parti, anche sindacali, si pensa che si possano mettere in campo strumenti perché ciò non accada e, anzi, affinché l’innovazione spinta, come del resto è sempre accaduto, produca lavoro creando nuove professionalità.

Per l’Industria 4.0 le imprese devono metterci gli investimenti sostenute dallo Stato, mentre per studenti e lavoratori, com’è stato ricordato venerdì scorso in una delle conferenze organizzate al festival di “Wired” in corso a Milano, «serve rimodulare il sistema di istruzione e formazione affinché duri per tutta la vita e sia capace di sviluppare nelle persone resilienza, intelligenza emotiva e creatività. Anche perché non potrà mai bastare un’intelligenza artificiale che reitera lo stesso set di dati».

Sull’argomento Api Lecco terrà, il 19 giugno al Politecnico, l’assemblea annuale dal titolo “Uomini e macchine nella fabbrica digitale”. Ne parliamo con il direttore dell’associazione, Mauro Gattinoni, che nei giorni scorsi è stato anche eletto presidente di Network Occupazione.

«Le aziende hanno due modi - spiega il direttore di Api Lecco - per affrontare l’innovazione. Il primo è massimizzare i vantaggi della fiscalità, come i contributi statali per l’iperammortamento. E’ questa la via ministeriale al 4.0 rispetto per cui Api Lecco ha attivato il servizio “Sos Industria 4.0”, task force di esperti, fiscalisti, ingegneri e tecnici di Apitech che intervengono su specifiche esigente delle imprese per orientare gli investimento ai requisiti ministeriali. La seconda modalità - aggiunge Gattinoni - è più strategica, la affronteremo in assemblea per capire come sta cambiando il modello produttivo che ormai segue nuove e incredibili dinamiche, fra cui la mass customization, la personalizzazione di massa sempre più seguita alle aziende nel rapporto col consumatore diretto».

Serve capire dunque come si muovono le esigenze dei clienti per individuare come le dinamiche condizionano la possibilità di restare sul mercato.

Fra queste c’è anche «la necessità di una tecnologia sempre più connessa. Posto che - conclude Gattinoni - a Lecco il nostro distretto opera da decenni in una logica di rete, ora bisogna stabilire in che modo la rete di informazioni riuscirà ad innervare la nostra economia reale».


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