Lecco. Il pericolo Brexit per le imprese  Quest’anno scambi giù del 4,5%
Manifestanti anti-Brexit ieri sera a Londra

Lecco. Il pericolo Brexit per le imprese

Quest’anno scambi giù del 4,5%

Il sistema economico lecchese ha nel Regno Unito un partner importante

Un’azienda su quattro teme ripercussioni. L’interscambio lombardo vale 6 miliardi

A Lecco il 2019 ha già portato un calo dello scambio commerciale con il Regno Unito: dell’4,5%. Ma il futuro che si presenta con la Brexit è peggiore: perché nella totale incertezza. Anche se la maggior parte delle aziende nell’indagine di Promos Italia con la Camera di commercio di Milano crede in un impatto limitato.

Con la vittoria dei conservatori di Boris Johnson la partita dell’uscita inglese dall’Unione europea sembra conclusa. Più difficile dire cosa inizierà in termini di rapporti commerciali. Il mercato inglese è il quinto nel primo semestre 2019. Le paure si respirano di più nei settori tradizionali. Il tessile e i mobili in prima battuta. Mentre per quelli più nuovi - pensiamo allo spazio, regolato da regole che viaggiano su altri binari rispetto a quelli europei - si respira una maggiore indifferenza.

Secondo l’indagine prima citata in Lombardia, un’impresa su cinque nel nostro territorio non ritiene che ci saranno conseguenze sui loro affari e il 17% è convinto che saranno davvero di lieve entità.

Ripercussioni negative vengono messe in conto dal 24% delle aziende tuttavia e l’8% crede che saranno abbastanza pesanti. Si sfiora l’1% di superpessimisti, che attendono una sforbiciata al giro d’affari con l’Inghilterra.

Un atteggiamento prudente in vista degli accordi commerciali che potranno scaturire con l’Unione europea.

Lo conferma il presidente di Promos Italia Giovanni Da Pozzo: «Secondo le aziende che hanno risposto al nostro questionario, gli ultimi sviluppi sulla Brexit non hanno impattato significativamente sul loro business in Uk, anche se qualche conseguenza è attesa Le reali ripercussioni di quanto sta avvenendo nel Regno Unito e in Europa saranno comunque più chiare tra qualche mese, solo a quel punto sapremo quali saranno le effettive ricadute in termini economici e commerciali per le aziende italiane».

Per la Lombardia in nove mesi l’interscambio vale più di 6 miliardi: in questa tranche del 2019, è salito l’export dell’1,8% mentre è sceso l’import a doppia cifra (-11,6%).

A Como la musica delle esportazioni è un po’ differente, come si accennava. Il primo semestre del 2019 - in base ai dati della Camera di commercio di Como e Lecco - ha visto il Regno Unito ancora al quinto posto come partner, con 151,1 milioni e un peso del 5,3%. Dunque superiore percentualmente a quello lombardo (4,2) e in linea con quello italiano. L’incidenza su Lecco è del 4,5%, quindi Como patirebbe di più scosse negative dalla Brexit.


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