Lecco. Il fai da te in azienda  «I tecnici li prepariamo noi»

Lecco. Il fai da te in azienda

«I tecnici li prepariamo noi»

Nell’ultimo periodo sono aumentate le iniziative di formazione interne alle imprese - Roberto Panzeri: «È la risposta ai ritardi della scuola»

Dall’Academy di Confindustria Lecco e Sondrio a quella appena lanciata da Confartigianato, ai costruttori edili di Ance che su richiesta di aziende del settore inaugurano un corso per posatori, fino agli interventi di imprese private, dal gruppo Limonta a Rodacciai più l’ultima in ordine di tempo, la scuola di saldatura e smerigliatura della valtellinese Fic Spa insieme all’agenzia per il lavoro Sinergie.

Nel giro di pochi mesi si moltiplicano le iniziative per fornire alle imprese locali della meccanica, ma non solo, giovani con preparazione adeguata a specifiche produzioni. È la risposta concreta e locale a un problema nazionale, quello della mancanza di competenze tecniche in un Paese che vive la sofferenza di una disoccupazione al 9,8% e quella di centinaia di migliaia di posti di lavoro che restano vacanti per mancanza di precise professionalità.

Ma in proposito l’iniziativa non è solo privata, visto che anche la Regione sta rivisitando i percorsi di formazione professionale e la Provincia, a Lecco, sta ricostituendo una commissione per progetti di formazione il più possibile su misura delle esigenze delle imprese. Lo scopo, spiega il dirigente del settore Lavoro, Roberto Panzeri, è anche quello di aggiornare e ripubblicare la guida “Le scuole si presentano”, molto richiesta alla Provincia dalle famiglie e dalle parti sociali.

Le aziende più grandi riescono a organizzarsi, ma il problema è diffuso anche fra le pmi. «La situazione complessiva – commenta Panzeri – è quella dell’esistenza di progetti formativi che appaiono sempre più in ritardo rispetto alle esigenze delle aziende, soprattutto per gli aspetti tecnologici. L’anno scorso il nostro Paese presentava 600posti posti di lavoro non coperti perché non si incrociava la richiesta delle aziende con l’offerta derivante da titoli di studio che non garantivano una risposta adeguata. Sembra ormai certo che il 15% degli attuali lavori sarà superato dall’automazione, quindi c’è una necessità di profili in linea con la digitalizzazione. Una delle componenti della stagnazione del Paese sta anche in questo. Non è più tempo di formazione generalista, bisogna andare a vedere cosa manca in rapporto a ciò che serve alle imprese».

Il problema supera le competenze tecniche che pure sono richieste al settore metalmeccanico e investe imprese manifatturiere di ogni settore. Panzeri ricorda come a Padova l’associazione dei calzaturifici fatichi a trovare manodopera qualificata e come sia necessario certificare certe competenze.

Chi lo può fare? «In Italia – spiega Panzeri – questo aspetto non è molto sviluppato. Ci sono senz’altro anche nel nostro Paese possibilità di certificare le competenze, ma non c’è un sistema che lo possa fare su aspetti particolarmente specialistiche. Ora le aziende più grandi sperimentano le loro Academy, ma sarebbe auspicabile la collaborazione istituzionale in quanto ciò affermerebbe che i percorsi formativi della scuola sono in linea col mercato del lavoro. La Regione – conclude Panzeri – sta compiendo un passo per rivisitare quest’anno i percorsi di istruzione e formazione professionale, cosa opportuna anche per l’istruzione tecnica e universitaria. A livello provinciale siamo sempre pronti a collaborare con progetti di alternanza, e potrebbe essere una battaglia di retroguardia rispetto alle Academy aziendali che puntano all’inserimento immediato».


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