Lecco. I visori, le mostre e i percorsi virtuali   Le nuove tecnologie in aiuto del turismo
Da Politecnico e Cnr strumenti innovativi per il turismo

Lecco. I visori, le mostre e i percorsi virtuali

Le nuove tecnologie in aiuto del turismo

Il polo lecchese del Politecnico e il Cnr sono impegnati in vari progetti

Strumenti per aumentare l’attrattività e le opportunità di fruizione del territorio

Non solo le bellezze naturali offerte dal territorio e le attività che vi vengono proposte: anche la ricerca scientifica può avere un ruolo importante nella valorizzazione del Lecchese sotto il profilo turistico.

È stato su questo possibile connubio che si è concentrato l’ultimo webinar organizzato dalla Camera di commercio e al quale hanno partecipato esperti del mondo della ricerca del Polo di Lecco, tra Politecnico di Milano e Cnr.

L’innovazione può rappresentare un elemento su cui fare leva per incentivare la fruizione e l’attrattività del territorio. Questo, arricchito da una serie di esempi, è il messaggio che si è voluto lanciare, nell’ambito di un incontro online che ha riscosso particolare interesse.

A illustrare alcuni di questi esempi è stato il prof. Mario Covarrubias, responsabile del laboratorio di Prototipazione virtuale e realtà aumentata al campus di via Previati, dove si svolge attività rivolta prevalentemente all’ambito medicale e metalmeccanico. «Questa tecnologia, ad esempio visori per la realtà aumentata e virtuale, ha la possibilità di essere applicata anche ad altri settori. Sul piano culturale, ad esempio, abbiamo dato il nostro supporto alla mostra “Badoni – Un archivio in vita”, ospitata a Lecco e in Bovisa lo scorso anno. Con la realtà virtuale abbiamo mostrato, in particolare, le caratteristiche del viadotto Italia, arricchendo le informazioni dedicate a questa storica azienda lecchese».

Seguendo lo stesso filone, un anno fa è iniziato il lavoro a una App dedicata al complesso di San Pietro al Monte, a Civate. Grazie a questa tecnologia, con i rilievi acquisiti tramite l’aerofotogrammetria della parte esterna dell’abbazia, anche alle persone con difficoltà motorie e disabilità la struttura è “accessibile”, utilizzando il visore per ammirare la scena sviluppata virtualmente attraverso il modello realizzato in 3D.

Un’altra app è stata sviluppata invece in funzione della mostra sul “Tintoretto rivelato” dello scorso dicembre, per «svelare gradualmente il dipinto e le sue caratteristiche. È un sistema immersivo, al quale si può anche aggiungere un feedback olfattivo, in grado di affascinare e coinvolgere il visitatore».

A moderare l’incontro, portando anche il proprio contributo in qualità di responsabile del Laboratorio mobilità e trasporti del Polimi, il prof. Luca Pasino Studer, che ha riflettuto sulla connessione tra turismo e collegamenti, sicuro del fatto che «una buona accessibilità favorisce il turismo e ne aumenta i numeri».

Serve quindi creare una “collaborazione” tra questi due elementi, che invece «spesso procedono slegati tra loro. È importante che gli operatori si parlino e trovino soluzioni nuove (con bike sharing, e-bike, ecc.) al fine di dare vita a un nuovo tipo di turismo che abbia un’etichetta sostenibile in relazione ai trasporti. Questo è un brand che avrà sempre più successo in futuro».


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