«Lecco ha dimostrato

di essere virtuosa»

Imprese e sindacati hanno scritto al premier Renzi per difendere il ruolo della Camera di commercio

«Oltre il 60% degli introiti derivanti dal diritto annuale è investito nel sostegno dell’economia locale»

«Lecco ha dimostrato di essere virtuosa»
L’auditorium della Camera di commercio durante la Giornata dell’economia

Domande che non sono esplicitate e che perciò non possiamo riportare tra virgolette, ma che Vico Valassi (presidente della Camera di commercio) fa intuire.

Eccole: senza la Camera di commercio Lecco avrebbe una sede del Politecnico? Avrebbe il campus e i laboratori del Cnr? Avrebbe avviato l’esperienza (prima in Italia) del Network lavoro? Avrebbe avuto - nei tempi in cui ha avuto (che pure sono stati lunghi) - l’attraversamento, o la nuova Lecco-Ballabio? Sono domande che non richiedono come risposta un sì o un no, ma che vogliono testimoniare il ruolo che la Camera di commercio ha avuto per Lecco.

Valenza territoriale

Certo, l’ente camerale non è stato solo ma ha lavorato con le altre istituzioni ed i soggetti politici. In sintesi, quello della Camera di commercio è stato un ruolo di coordinamento e stimolo su progetti di valenza territoriale.

Per questi motivi, in un momento in cui si discute sull’abolizione delle Camere di commercio o su una loro regionalizzazione (dalle 105 attuali si passerebbe a 20), le associazioni imprenditoriali, i sindacati e i professionisti lecchesi hanno scritto un documento - inviato a Matteo Renzi - per testimoniare il ruolo e l’importanza territoriale della Camera di commercio di Lecco. «I territori - sottolinea Valassi - non devono perdere la rappresentanza del tessuto economico, professionisti compresi, dei lavoratori e della cittadinanza. La competizione economica globale si vince con un sistema territoriale forte che deve conservare uno stadio decisionale e la regionalizzazione delle Camere significherebbe l’impoverimento dei livelli territoriali».

Nel documento inviato a Renzi si legge che «gli stakeholder lecchesi sono contrari alla soppressione dell’ente camerale di cui rivendicano l’autonomia, le funzioni e le competenze e la qualità operativa». Più avanti si legge che «i tagli lineari spesso producono maggiori difficoltà per le Camere virtuose, introducendo riduzioni di spesa che rischiano di pregiudicare la qualità dei servizi prodotti a costi contenuti e non consentono di ridurre in modo adeguato gli sprechi negli enti che risultano meno efficienti».

La nota ricorda che oltre il 60% degli introiti derivanti dal diritto annuale delle imprese «è riversato allo sviluppo e al sostegno dell’economia locale, attraverso interventi, azioni e progetti mirati per il sostegno delle imprese». E ancora: «Le entrate camerale non sono integrate da alcun trasferimento dello Stato anzi per effetto dei vincoli di spesa pubblica della vigente legislazione sono le stesse Camere a trasferire risorse al livello centrale». Infine: «Il sistema territoriale lecchese non teme la riforma, vuole anzi esserne protagonista», ma «deve essere una riforma seria, meditata e utile al sistema economico-produttivo del Paese e dei territori».

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