Lecco. Economia circolare  Nuova frontiera artigiana
Un acquedotto. Il recupero di acqua, energia e rifiuti è prassi per un numero sempre crescente di artigiani

Lecco. Economia circolare

Nuova frontiera artigiana

Chi è sopravvissuto alla crisi è più forte grazie a informatica, ciclo dei rifiuti e risparmi energetici. È la radiografia dell’osservatorio di Confartigianato

Negli ultimi otto anni la crisi ha lasciato sul campo in tutto il Paese ventimila imprese artigiane, ma chi è riuscito a resistere continua a distinguersi per innovazione digitale avanzata, per abilità in quell’economia circolare con cui non si butta niente, anzi si minimizzano gli sprechi, riutilizzando rifiuti o vendendoli ad altre imprese, si ricalibra l’uso dell’energia e dell’acqua, si rinnovano prodotti e servizi reinserendoli nel circuito economico e si usano energie rinnovabili.

Di quanto il mondo artigiano sia cambiato con forte spinta all’innovazione si è parlato ieri a Milano alla presentazione del 6° Rapporto dell’Osservatorio mpi di Confartigianato Lombardia, dal titolo “Per vincere domani”, a cui ha preso parte anche l’associazione di Lecco, provincia che nei dati si distingue sia per diffusione di aziende che praticano economia circolare sia nella presenza di dipendenti a vocazione green, attenti all’ambiente, che in Lombardia vede Lecco al vertice della classifica insieme a Brescia, con una quota del 27%, per un totale lecchese di 584 imprese. Di queste 350 sono nel manifatturiero (con un terzo dato da artigiani) e 234 nei servizi, col 23% di imprese artigiane.

E’ così che le piccole imprese operano con risparmio energetico e minor impatto ambientale, con riduzione di consumi in materie prime e più sostenibilità nei processi produttivi. Soprattutto, hanno spiegato gli analisti di Confartigianato, il cambiamento è sempre più esteso a un settore tradizionalmente poco frequentato dagli artigiani, quello della produzione di beni e servizi usando le tecnologie digitali, dalla manifattura in 3D alla robotica, alle nanotecnologie, all’uso di materiali avanzati e altro.

Un quarto delle aziende, di cui il 38,3% nella meccanica, ne fa uso e un ulteriore 5,6% conosce almeno una delle nuove tecnologie digitali o si dichiara intenzionato ad utilizzarne una nei prossimi due anni.

Fra i vantaggi dichiarati dalle imprese ci sono l’innovazione che dà origine a prodotti più funzionali e la flessibilità di produzione, che rende possibile produrre piccoli lotti. Si riducono inoltre i costi, i tempi di immissione nei circuiti di vendita e migliora il controllo dei processi e della qualità dei prodotti.

Per Daniele Riva, presidente di Confartigianato Lecco, «l’ultima indagine di Confartigianato conferma che le imprese artigiane stanno reagendo, investendo sull’innovazione e aprendosi alle opportunità delle tecnologie digitali, dalla manifattura 3D alla manifattura digitale. La cosiddetta “Industria 4.0” - aggiunge Riva - riguarda non riguarda solo le grandi imprese, ma anche le piccole, che per flessibilità e dinamicità stanno salendo alla ribalta in molte realtà territoriali, tra cui anche Lecco.

Come Confartigianato Lecco siamo chiamati a supportare con strumenti adeguati le imprese che cambiano, e con questo spirito sono nate la Legge regionale ’Manifattura 4.0’ e il progetto di Legge ’Lombardia è ricerca’ che hanno visto un forte coinvolgimento della nostra struttura regionale nel portare le proposte delle imprese».


© RIPRODUZIONE RISERVATA