Lecco. Cassa integrazione

un balzo in avanti

Lecco. Cassa integrazione    un balzo in avanti

I dati del primo semestre: l’ordinaria è cresciuta del 45,2%, molto peggio dell’andamento medio nazionale. Per la straordinaria nel solo mese di giugno richieste 1940 ore, contro le zero del giugno dell’anno scorso

I nuovi dati sulla cassa integrazione elaborati dalla Uil confermano anche per le imprese lecchesi, considerando il solo mese di giugno, la tendenza nazionale di un forte balzo della cassa straordinaria. Ma a spiegare meglio come stanno andando le cose fra le fabbriche locali e a dare un’idea degli sviluppi sui prossimi mesi sono i dati dell’intero semestre.

Oggi, a metà anno, i dati complessivi da gennaio a giugno sulla richiesta di cassa integrazione sul Lario presentano una situazione di generale difficoltà, con qualche differenza fra Lecco e Como. Ciò vale per i due distretti prevalenti della meccanica lecchese e del tessile comasco, ma anche per un settore che, come quello del commercio, torna a registrare nuove tensioni.

A Lecco nel primo semestre del 2019 sullo stesso periodo dell’anno scorso la cassa ordinaria cresce del 45,2%, molto peggio dell’andamento medio regionale (che cala invece del 10,5%) e nazionale (+13,3%). Cresce in modo vertiginoso la richiesta di ore di cassa ordinaria (+172,4%), contro il +7,4% della Lombardia e il -7,7% nazionale.

La cassa straordinaria, che riflette stati di crisi profonda e l’anticamera dei licenziamenti, sul semestre a Lecco cala del 64,5% (molto meglio del -24,2% lombardo e del +41,9% nazionale), ma isolando il solo mese di giugno 2019 vediamo che sono state richieste 1940 ore, contro le zero ore del giugno dell’anno scorso. «Lecco – afferma il segretario generale della Uil del Lario, Salvatore Monteduro - evidenzia una ripresa di richieste nella parte finale del semestre a causa di industrie che stanno chiudendo, mentre il dato complessivo dei sei mesi, con il calo a Lecco e la cassa straordinaria che cresce a Como del 107,7%, spiega che il tessile è ancor più in sofferenza rispetto al metalmeccanico. La cassa ordinaria è invece un problema della contingenza, ma il punto è quanto diventa strutturale e quanto, invece, si rivela strumento per superare brevi difficoltà».

Ma il primo punto di preoccupazione è un altro e riguarda il confronto fra come stanno andando le cose sul Lario rispetto al resto della regione e d’Italia.

«Il dato eclatante – spiega – è che in Lombardia la cassa totale cala, mentre a Lecco e a Como cresce parecchio per volume di ore richieste nei settori principali».

In proposito la meccanica lecchese registra 355.984 ore di cassa totale, l’88,7% in più su base annua; con 1.229.029 ore e il 35,7% in più il tessile comasco mostra il perdurare delle difficoltà, che non mancano nemmeno nelle imprese meccaniche che ci sono in provincia di Como (732.907 ore richieste, il 50,6% in più sul 2018).

«Serve una presa di coscienza da parte di ciascuno dei soggetti rappresentati in Camera di Commercio – conclude Monteduro - per affrontare i punti di debolezza che penalizzano il nostro territorio rispetto ad altri. Serve misurare quanto lo stato delle infrastrutture stia colpendo la possibilità di fare impresa rispetto ad altre province e intervenire con soluzioni rapide».


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