L’Api: «Basta liti,   si decide il futuro di Lecco»
L’interno della sede lecchese di Api inaugurata due anni fa

L’Api: «Basta liti,

si decide il futuro di Lecco»

Sabadini: «Sugli accorpamenti camerali dobbiamo guardare a Monza che ha produzioni simili alle nostre»

Gattinoni: «Abbiamo quattro settimane per trattare con gli altri territori non possiamo restare bloccati dai bisticci»

«Vogliamo essere gli interlocutori principali degli imprenditori, e non solo di quelli associati. La porta di Api Lecco è aperta a tutti».

Abbigliamento easy per il caldo torrido, era in gran forma ieri il presidente di Api Lecco Luigi Sabadiniche in conferenza stampa, nella sede dell’associazione in via Pergola, ha sì presentato il programma del suo secondo mandato ma ha anche chiarito in che modo Api vuol essere protagonista nei principali dossier dell’economia locale.

Interpellato sul tema camerale, Sabadini ha detto come vorrebbe fosse fatto l’accorpamento fra Camere di commercio, che va definito entro ottobre e sulle cui sorti pesa il ricorso al Tar che il presidente di Confindustria ,Giovanni Maggi , vuole aprire per contestare la vittoria di Vico Valassi , appoggiato fra l’altro da Api, alle ultime elezioni camerali.

Nuove aperture

Luigi Sabadini ha parlato anche del piano di sviluppo di nuove delegazioni territoriali dell’associazione che, dopo l’apertura a Morbegno, ora punta ad aprire una sede anche a Monza.

Sul tema della vicinanza agli interessi degli imprenditori, il presidente di Api e il direttore Mauro Gattinoni hanno lanciato più di una frecciata alla Confindustria di Maggi. All’incontro di ieri c’erano anche il neopresidente dei giovani di Api Lecco,Luca Lorenzetti e Piero Dell’Oca, riconfermato responsabile della delegazione Api di Morbegno e anche alla guida del comitato tecnico lecchese di Confapi Lombarda Fidi.

Già molto attivi

Sabadini ha spiegato che «già il nostro primo consiglio direttivo di metà luglio è stato molto operativo. Abbiamo riorganizzato parzialmente le nostre strutture di coordinamento e a inizio settembre saranno pronti i primi progetti e la calendarizzazione delle attività. Fra questi – ha aggiunto – è prioritaria l’attenzione al trasferimento tecnologico in cui metteremo in campo energie umane e finanziarie, con 30mila euro di risorse dell’Api da spendere entro fine anno con vaucher alle imprese».

Trasferimento tecnologico ma anche ricambio generazionale interno, formazione, accesso al credito, internazionalizzazione delle imprese.

E, non ultimo, il «forte coordinamento con la nostra sede romana - ha detto Sabadini -, che non è ingessata e distante ma mette rapidamente in circolo nel livello nazionale le nostre richieste. Per noi – ha aggiunto – la vicinanza alle imprese e ai territori è tutto, perciò un anno fa abbiamo aperto la sede di Morbegno. Un’operazione – ha sottolineato con riferimento alla recente fusione di Confindustria Lecco e Sondrio – fatta non per guadagnare numeri utili ad avere poltrone in sede lombarda e nazionale, visto che siamo già in giunta a rappresentare Lecco a Roma».

Sulla Camera di commercio Sabadini ha sottolineato che nel decidere con quale altro ente accorparsi «è bene seguire i contorni di un territorio omogeneo per tipo di produzione, nel nostro caso il metalmeccanico, che va dal Lecchese alla Brianza prima di Milano». In pratica Monza, anche perché «Como ha dinamiche soprattutto turistiche, Sondrio agroalimentari».

Comunque sia, serve fare presto visto che in ottobre bisognerà presentare almeno un protocollo d’intesa fra enti: «In pratica – ha concluso Gattinoni – la diplomazia economica del territorio ha ora 4 settimane per agire, senza perder tempo in bisticci e minacce (di ricorso, nda)».


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