La Uil: a Lecco   la cassa integrazione cresce
Salvatore Monteduro

La Uil: a Lecco

la cassa integrazione cresce

Il ristagno dell’economia si sente anche a livello lavorativo: ad aprile sono tornate a crescere le ore di cassa integrazione

Il ristagno dell’economia si sente anche a livello lavorativo: ad aprile sono tornate a cresce in modo importante le ore di cassa integrazione richieste dalle imprese, con un picco di 157 punti per quanto riguarda la cassa ordinaria.

A evidenziare la situazione è il 4° rapporto Uil del Lario sul ricorso agli ammortizzatori sociali nelle Province di Como e Lecco, relativo al primo quadrimestre 2019. Un’analisi che «rileva l’esplosione della richiesta di ore di cassa integrazione nel mese di aprile rispetto al mese precedente e ad aprile 2018, e conferma l’aumento della cassa integrazione totale da parte delle imprese dei due territori nel primo quadrimestre rispetto allo stesso periodo 2018», come da commento del segretario generale Salvatore Monteduro.

Se nel Comasco a pesare è il tessile, inevitabilmente per il Lecchese è il metalmeccanico a incidere in modo più consistente. Si parla, nel dettaglio, di 278.539 ore e di un aumento del 101% di richiesta di cassa integrazione totale nel primo quadrimestre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.

Approfondendo la situazione dei singoli settori produttivi, il periodo gennaio-aprile di quest’anno ha messo in luce tutti i sintomi della frenata nel settore industriale sia a Lecco che a Como, considerato il fatto che l’incremento della cassa è stato del 49,1% su questo ramo del Lario e del 90,7% su quello comasco. Migliorano le condizioni dell’edilizia (Como -42,5%; Lecco -12,4%) e sono stabili quelle dell’artigianato (variazione nulla su entrambi i territori). Il commercio, invece, gode di miglior salute a Lecco (0%) che a Como (+377,9%).

Nel primo quadrimestre 2019 sono aumentati anche i lavoratori in cassa integrazione, con variazione più marcata nel Comasco (2.739; +1.286 rispetto all’anno scorso) rispetto al Lecchese (596; +177).

«Dal 4° rapporto Uil del Lario 2019 si rileva una situazione di forte preoccupazione e incertezza dello stato dell’economia nei nostri territori, dettata innanzitutto da una domanda interna che non decolla e a seguire dalle fluttuazioni dei mercati internazionali – ha aggiunto il segretario Monteduro -. La crescita del Pil nazionale dello 0,2% nel primo trimestre del 2019, che pure ha segnato un’uscita dalla fase di recessione, non può farci dormire sonni tranquilli. Ancora una volta dobbiamo evidenziare la necessità di rilanciare la domanda interna attraverso maggiori investimenti pubblici in infrastrutture materiali, immateriali, essenziali per sostenere la maggiore competitività delle nostre aziende. È necessario, inoltre, garantire un maggiore potere d’acquisto di pensionati e lavoratori attraverso una diminuzione della pressione fiscale».


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