La terribile fine del cane Thor  «Il Pian di Spagna non è un’oasi»
Il cane lupo della famiglia Colombini abitava in località Poncetta, in territorio comasco

La terribile fine del cane Thor

«Il Pian di Spagna non è un’oasi»

Ritrovato senza vita in un fosso il cane pastore scomparso il 6 gennaio scorso

La proprietaria: «È morto per un laccio destinato ai cervi, abbiamo sporto denuncia».

Thor era un pastore tedesco che abitava con la sua famiglia nella Riserva naturale del Pian di Spagna, oasi protetta al confine tra le province di Sondrio, Como e Lecco. I suoi padroni, a partire dalla proprietaria Desirè Colombini, lo cercavano dal 6 gennaio scorso.

Lo ha ritrovato venerdì sera un abitante della zona in una stradina secondaria lungo il rettilineo della Telespazio verso il Ponte del Passo, con la gola intrappolata in un laccio (arcaica e illegale trappola per i selvatici) e la scatola cranica rotta forse per i colpi subiti nel tentativo di liberarsi mentre soffocava, forse finito da chi in quella trappola lo ha ritrovato dopo averla posata.

«Thor non si allontanava mai più di 500 metri da casa – dice la proprietaria Desirè Colombini, scossa come tutta la sua famiglia da quanto accaduto – abitiamo nella Riserva, tra Dubino e il Ponte del Passo ma in territorio della provincia di Como, nella località Poncetta. Thor ha sempre vissuto qui ed era abituato all’ambiente, ai cervi, agli spazi: di certo non è stato un animale a mettergli quel laccio al collo ma di certo quel laccio è una atrocità che mai avrei creduto di vedere qui, in quella che tutti credono essere un’oasi naturale e uno spazio di tutela, tolleranza e rispetto per gli animali».

Thor è stato ritrovato in un posto sconosciuto anche alla stessa proprietaria dell’animale, nell’acqua di un fosso lungo una stradina secondaria coperto da un telo e avvolto in un cellophane e privo di vita. La radiografia del veterinario ha poi constatato che oltre al laccio che gli impediva di respirare, il cranio era rotto. «Sabato mattina abbiamo contattato la polizia locale provinciale di Como – spiega la proprietaria di Thor – e attendiamo per domani il loro arrivo».

«Ciò che ci preme, dopo aver visto ciò che è successo a Thor, è che mai più possa accadere una cosa del genere. Da nessuna parte ma ancora meno dentro una Riserva a cui tutti guardano come un luogo protetto, tutelato, un oasi per gli animali che la vivono. È successo al nostro cane ma quella trappola era probabilmente destinata ad un cervo e io credo che nessun animale, persona, essere vivente debba correre il rischio di subire una fine del genere»

«Ringraziamo tutti coloro che in questi giorni in cui abbiamo cercato Thor in tutti i modi, ci hanno aiutato, supportato e che oggi a loro modo ci esprimono solidarietà per quanto accaduto. Ciò che ci interessa ora è che quei controlli che sono mancati fino ad oggi vengano garantiti, che trappole come quella in cui è rimasto Thor siano bandite, eliminate, mai più viste in nessun luogo e meno ancora qui nella Riserva. La tutela degli animali, tutti, deve essere un punto fermo ovunque e a maggior ragione entro questi confini».

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