La ricetta di coach Ettore Messina  «Aiutare le persone a fare gruppo»
Ettore Messina con Domenico Bodega al Campus

La ricetta di coach Ettore Messina

«Aiutare le persone a fare gruppo»

Lecco. Al Politecnico i 15 anni dell’Aspoc, ospite d’eccezione l’allenatore di basket

L’aula magna del Politecnico si è riempita per celebrare il quindicesimo compleanno di Aspoc, associazione che si occupa di disabilità cognitiva a vari livelli.

Tema della giornata “Fare squadra” con la presenza di Ettore Messina, già allenatore della nazionale di basket e ora coach dell’Olimpia Milano.

«Siamo un’associazione di genitori - ha esordito Domenico Bodega, presidente - cerchiamo di dare soluzioni qualificate perché vogliamo fare sempre meglio per i nostri figli».

Messina viene accolto con entusiasmo: «Alleno da quando ho 17 anni - racconta - per me allenare è aiutare le persone a fare le cose insieme; nella pallacanestro tutti devono fare tutto, tutti attaccano, tutti difendono. Non si pareggia, o si perde o si vince ma l’importante, al di là del risultato, è capire il perché. Quando ero alla San Antonio ho sperimentato quale grande attenzione è dedicata alle persone e a ciò che ciascuno apporta per questo puntano sul parlare, interessarsi l’uno dell’altro, confrontarsi sui problemi. È importante essere responsabili di ciò che si sta facendo e assumersene la responsabilità. La squadra non è dell’allenatore ma dei giocatori, sennò diventi un grillo parlante e prima o poi ti zittiscono tirandoti addosso una scarpa. In una squadra bisogna prendersi cura uno dell’altro, la partita di ieri è un esempio: abbiamo un giocatore argentino di 39 anni eccezionale per alcuni versi ma con poca velocità nelle azioni difensive, ieri attaccavano lui con un giocatore più veloce, ha preso 3-4 canestri consecutivi, che fare? Ha molte abilità e una debolezza di cui dobbiamo prenderci cura per beneficiare appieno di ciò che può dare, non dobbiamo reagire sulla sua carenza ma colmarla insieme, se migliora lui migliora tutta la squadra».

Ha preso la parola anche l’assessora Clara Fusi: »Grazie di esistere» ha detto ad Aspoc sfoggiando il cappellino arancione col logo dell’associazione, per poi raccontare il sistema di servizi integrato sul territorio di Lecco-Bellano-Merate. «Il focus è passato dall’essere servizio all’essere a servizio con un modello costruito sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie con programmi e progetti personalizzati».

Bodega riconosce la bontà dei principi esposti dall’assessora ma esorta l’Amministrazione a maggior concretezza «Lecco ha un’alta densità associativa - dice - tenetene conto quando dovete definire delle politiche perché sono le associazioni che sono a diretto contatto col problema: date luoghi e lasciate fare, l’associazionismo è un luogo straordinario che può diventare una risorsa per i giovani».


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