La primavera del Fai sboccia a Morbegno  Alla scoperta del bello
I giardini di palazzo Malacrida, eletti luogo del cuore

La primavera del Fai sboccia a Morbegno

Alla scoperta del bello

Due giornate speciali il 19 e 20 marzo. Riflettori puntati anche sui monumenti meno noti. I bambini delle scuole faranno da guide e ciceroni.

La primavera del Fai sboccia a Morbegno. Anche la città del Bitto il 19 e 20 marzo accoglierà il fine settimana organizzato dalla Fondazione per l’ambiente italiano che nella sua declinazione sondriese guidata da Bruno Ciapponi Landi ha acceso i fari sui gioielli storici e architettonici della città.

Tenendo presente il filo conduttore di questa 24esima edizione della Giornate Fai di Primavera: il tema della trasformazione, perché in questi 24 anni l’Italia è cambiata anche grazie al Fai. Lo hanno spiegato Landi e Ida Oppici Bresesti che insieme al sindaco di Morbegno, Andrea Ruggeri, e all’assessore alla Cultura, Claudio D’Agata, hanno illustrato i contenuti della manifestazione che oltre alla firma del Fai prevede la collaborazione del Comune, delle associazioni locali e delle istituzioni scolastiche che assicureranno il presidio dei monumenti con gli apprendisti ciceroni, cioè gli alunni. L’elenco dei gioielli della città è lungo e anche da scoprire. Perché oltre alle classiche mete il Fai ha scelto chicche poco note anche ai residenti.

Così si potranno ammirare in piazza San Giovanni gli angoli della macelleria Rovagnati dove è resistito al tempo un curioso esempio di «archeologia commerciale» come l’ha definita Landi, cioè la ghiacciaia per la conservazione degli alimenti a neve pressata; l’antica officina Martinelli o la casa e antica azienda conserviera Luigi Rocca; la Corte dei miracoli, il museo civico che è uno dei centri scientifici più attivi della Lombardia, o ancora la restaurata biblioteca, la chiesetta dell’Angelo custode, i portali dell’ospedale, palazzo Folcher o casa Ninguarda. Imprescindibile però il passaggio alla chiesa e al convento di Sant’Antonio che si affacciano sull’omonima piazza, al Malacrida, alla collegiata di San Giovanni Battista, la chiesa di San Pietro e palazzo Castelli che oggi è il municipio dei morbegnesi, la chiesa dell’Assunta, ma anche al vicino torchio di Cerido, sulla costiera dei Cech, dove i ciceroni saranno i delegati del circolo filatelico numismatico.


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