La magia delle stelle cadenti  Visibili un centinaio all’ora
Un’incisione sulla tempesta di meteore il 13 novembre 1833 (Foto by invernizzi)

La magia delle stelle cadenti

Visibili un centinaio all’ora

Nella notte tra domani e lunedì arriva lo sciame meteorico prodotto dalla polvere che la cometa Swift-Tuttle lascia sulla sua orbita.

Non è un dispetto. Ma le stelle cadenti del più osservato sciame meteorico dell’anno non raggiungono la massima attività nel corso della nottata in cui si organizzano su tutto il territorio nazionale le ben note manifestazioni eno-gastronomiche, parte di esse funzionali alla promozione di “Calici di Stelle”. A parziale discolpa è il nome associato alle stelle cadenti di agosto a cui si fa riferimento: un prestito dalla poesia “X Agosto” di Giovanni Pascoli. Le lacrime di san Lorenzo hanno infatti il loro picco di massima intensità, che si è spostato in avanti nel tempo di alcuni giorni per l’effetto dovuto alla precessione degli equinozi, un moto conico che l’asse della Terra compie intorno al proprio asse in 25.700 anni e che produce uno slittamento delle posizioni delle stelle in cielo rispetto alle stagioni.

Talvolta chiamate impropriamente stelle filanti o stelle cadenti, il fenomeno che caratterizzerà la notte tra il 12 e il 13 agosto è in realtà uno sciame meteorico prodotto dalla polvere che la cometa Swift-Tuttle ha disseminato lungo la sua orbita, percorsa con regolarità intorno al Sole in un periodo di 130 anni.

Le dimensioni del meteoroide che dà origine all’evento luminoso sono alquanto modeste: i frammenti più grandi possono essere paragonati come massa a un ciottolo, le particelle più piccole e numerose pesano solamente qualche milligrammo con un diametro di pochi millimetri. Tuttavia, quando questi minuscoli detriti cometari incrociano l’orbita della Terra, come per magia, si accendono a un’altezza compresa tra novanta e centoventi chilometri dal suolo, in alcuni casi generando delle scie luminose di diverso colore capaci di suscitare stupore.

Ciò che si osserva avviene perché il meteoroide, impattando alla velocità di 60 km/s con l’atmosfera terrestre, vaporizza e l’elevata temperatura eccita le molecole presenti in alta atmosfera, strappando loro uno o più elettroni. Dalla successiva ricombinazione degli atomi ionizzati si manifesta una luminescenza che è quella che in definitiva si contempla.

Le stelle filanti di mezz’estate sembrano scaturire tutte dallo stesso punto della volta celeste, denominato radiante, individuato prospetticamente all’interno della costellazione del Perseo. Quest’anno l’assenza della Luna in cielo permetterà di osservare più facilmente anche le meteore meno brillanti, ed è previsto un valore massimo di circa un centinaio di stelle cadenti visibili ogni ora.

Vale quindi la pena concentrare l’attenzione nella zona di cielo indicata. La scelta del luogo per ammirare lo spettacolare fenomeno astronomico nelle migliori condizioni è in parte vincolata dalla possibilità di avere un cielo sufficientemente scuro e poco inquinato dalle luci cittadine.

In ogni caso, l’osservazione va compiuta rigorosamente a occhio nudo, per abbracciare una porzione di cielo molto vasta a garantirsi la maggiore probabilità di vedere le meteore. Tenuto conto proprio della costellazione dalla quale sembrano scaturire tutte le meteore e che il Perseo nel mese di agosto sorge alle nostre latitudini, innalzandosi da dietro i rilievi delle montagne ormai a notte fatta, è consigliabile prepararsi allo spettacolo dalle 23.

Si dovrà osservare verso l’orizzonte nord-orientale, meglio ancora nella seconda parte della notte o poco prima dell’alba, quando il radiante è ben alto in cielo. Ovviamente è necessario che le nuvole non guastino la festa, lasciando così che si possa esprimere un desiderio, come tradizione vuole, per ogni stella cadente osservata.


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