Il sindacato: «Il provveditore si dimetta»

Lettera di fuoco sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil scuola motivata dalla mancanza di condivisione. «Nessun dialogo con Secchi che ci informa solo a decisioni già prese. Meglio che se ne vada»

Il sindacato: «Il provveditore si dimetta»

I sindacati chiedono le dimissioni del provveditore Tiziano Secchi.

Una lettera di fuoco sottoscritta da Mario Rampello, Michela Magni e Giuseppe Pellegrino, rispettivamente responsabili del comparto scuola per la Cisl, Cgil e Uil, scatenata dalla mancanza di un progetto condiviso: «In un momento in cui si chiede al territorio di sostenere la scuola, purtroppo la realtà è un’altra . Con rammarico registriamo che, ormai, la progettazione del piano dell’offerta formativa territoriale, le politiche scolastiche e le strategie organizzative sono in mano a pochi: altro che condivisione e progettazione».

Rampello e colleghi parlano della mancanza di coinvolgimento, dell’impossibilità di una partecipazione diretta alle decisioni. «Quando è stato nominato il provveditore Secchi abbiamo avuto subito una buona impressione, poi il dietrofront - prosegue Rampello -. Dopo le promesse di massima collaborazione con le parti sociali, registriamo un nulla di fatto. I rapporti si limitano a semplici informative a seguito di nostre sollecitazioni e comunque quando le decisioni sono già assunte».

Mancanza di dialogo e di confronto.Tra le contestazioni lo spostamento del Cts, il centro territoriale di sostegno, da Bosisio Parini all’istituto comprensivo di Cernusco Lombardone.

Altro punto critico il via libera alla prima media a Pescate con solo dieci alunni, in quanto comune di montagna, nonostante la posizione pianeggiante, con gravi conseguenze l’organico ridotto.

«Se invece il provveditore pensa di continuare a gestire le politiche territoriali in solitudine, dimostrando di non avere a cuore i problemi del territorio, è meglio che se ne vada».

Secchi da parte sua si dichiara sbalordito: «Ho sempre agito nel rispetto delle normative».

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