Il Pra verso la fine

Dipendenti in ansia

I quindici assunti potrebbero passare in carico

alla Motorizzazione ma senza alcun risparmio

«Spostare il personale non gioverebbe allo Stato»

Il Pra verso la fine Dipendenti in ansia
1La sede dell’Aci 2 Roberto Conforti direttore dell’Aci3 Il ministro Maurizio Lupi

«Se i dipendenti sono preoccupati? Certo, perché vanno incontro a un cambiamento che ancora non è ben definito, anche se sono già giunte rassicurazioni sul fatto che non perderanno il posto di lavoro».

I quindici membri dell’organico del Pra, il pubblico registro automobilistico che in questi giorni è balzato nuovamente agli onori delle cronache per la possibilità di un accorpamento con gli uffici della Motorizzazione civile, sono comprensibilmente in ansia per il loro posto. Nell’ambito della spending review che il governo Renzi ha annunciato nella predisposizione del Documento di economia e finanza presentato l’altra sera, infatti, è proprio il Pra uno degli enti che, ritenuti “doppioni” di altri, potrebbero essere cassati, per attuare una razionalizzazione destinata, nelle intenzioni, a produrre risparmi significativi per le casse dello Stato.

Il direttore dell’Aci di Lecco, Roberto Conforti, però, boccia questa chiave di lettura.

«In primo luogo non c’è una sovrapposizione di competenze, perché oggi il Pubblico registro automobilistico si occupa del certificato di proprietà dei veicoli, mentre la Motorizzazione gestisce il libretto di circolazione. Nessun doppione, quindi».

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