Il Comune innesta  la retromarcia Si beve fino alle 2
Il Comune fa dietro front: la sera di Carnevale i bar potranno servire da bere. Fino alle 2

Il Comune innesta

la retromarcia
Si beve fino alle 2

A seguito delle polemiche “ritoccata” l’ordinanza di Lecco. Dalle 21 si useranno solo bicchieri di plastica
La soddisfazione di baristi: «Soluzione ottimale»

Niente più divieto da mezzanotte in poi a Lecco: a Carnevale si potranno consumare alcolici fino alle 2. È una parziale retromarcia, dettata dalla volontà ribadita dal sindaco Brivio di «tutelare chi lavora salvaguardando la sicurezza», quella scaturita ieri pomeriggio dal confronto con la Questura.

Del resto, la misura adottata solo a inizio settimana, con la pubblicazione dell’ordinanza con cui si vietava ai bar di somministrare e vendere alcolici in determinate aree della città dallo scoccare della mezzanotte, aveva sollevato un vero e proprio polverone, con gli operatori commerciali sulle barricate e, accanto a loro, le forze di centro destra.

In Comune, comunque, ieri sera rimarcavano in primo luogo che la preoccupazione manifestata dalla Questura all’amministrazione comunale era basata sui disordini verificatisi in occasione del Carnevale dello scorso anno. Ma si ricordava anche che ordinanze simili a quella lecchese sono state adottate anche in altre città.

Così, al termine di un confronto positivo con i rappresentanti di categoria, è stato varato un nuovo provvedimento che dimostra come il sindaco riponga «la massima fiducia nella collaborazione degli addetti ai lavori e in particolar modo degli associati di Confcommercio e Confesercenti, che ringrazio per la particolare attenzione che sarà a loro richiesta nel corso della notte di sabato».

Starà infatti a loro contribuire al mantenimento di ordine e sicurezza, “blindando” gli orari di erogazione di alcol (fino alle 2) ed eliminando fin dalle 21 il vetro e le lattine nelle bevande servite agli avventori al di fuori dei locali. Soddisfatti, per l’auspicata modifica, gli operatori commerciali, Confesercenti e in particolare Confcommercio, con il presidente Fipe, Marco Caterisano, che aveva commentato caustico la misura solo il giorno precedente.

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