Il commiato di Pigni   «Il mio grazie a voi, amici  E a questa città»
I funerali di Renzo Pigni

Il commiato di Pigni

«Il mio grazie a voi, amici

E a questa città»

Dai valori della Resistenza alla ricostruzione democratica del Dopoguerra: la città, l’impegno politico, la famiglia e l’amatissima moglie Giulia. Fino alla fede, “riscoperta” davanti al Crocifisso di Sant’Orsola. Ecco il testo completo del commiato di Renzo Pigni, l’ex sindaco e parlamentare morto l’altro giorno all’età di 93 anni.

Ai miei figli non lascio tanto la ricchezza, ma spero un patrimonio morale ed etico da cui trarne valori da utilizzare con i loro figli, per affrontare i momenti lieti e tristi della loro esistenza.

Alla città di Como il mio “grazie” per avermi onorato della fiducia ed apprezzato per il mio impegno politico e pubblico.

Per tutta la vita ho creduto nei valori “ideali” del Socialismo, aldilà e al di sopra delle forme organizzatrice, come un patrimonio dell’amore fraterno verso i più deboli e per la difesa della pace e della giustizia sociale.

Ho cercato di servire le Istituzioni democratiche nate dalla Resistenza (contro il fascismo), anche superando gli interessi del Partito a cui aderivo, poiché lo consideravo un dovere verso i compagni morti per questa finalità. Era un debito verso il loro sacrificio e la loro memoria.

Ho amato la mia famiglia con devozione e ad essa sono riconoscente per avermi concesso di trascurarla, qualche volta, assicurandole una maggiore vicinanza, per fronteggiare i numerosi impegni politici e sociali. Soprattutto senza la presenza affettuosa di mia moglie Giulia non sarei andato da nessuna parte e non sarei mai stato ciò che sono stato. Con la sua morte anche metà di me se n’è andata con lei. Ho conservato sempre, pur trascurandola nella pratica, la Fede religiosa insegnatami da mia madre e coltivata a Sant’Orsola, nella mia infanzia e gioventù. Negli ultimi anni l’ho riscoperta trovando nel “Crocifisso” di Sant’Orsola il mio appuntamento pressoché quotidiano e nell’amicizia con don Notari e il vescovo Maggiolini un momento importante. A Mario Bianchi un grazie particolare.

Mi auguro che i miei figli e nipoti si ricordino di me e della madre, respingendo l’egoismo e praticando l’amore verso il prossimo, minacciato oggi da una società dove il denaro e il consumismo si fanno norma e fondamento di vita, devastando le menti e i cuori. A tutti i veri amici incontrati nella mia vita il mio “grazie”, per la sincerità disinteressata con cui l’hanno praticata.

Al di là dei cancelli della vita e della morte sta il senso del dovere compiuto. Io spero di avere fatto il mio, lasciando a chi resta il giudizio sul mio operato.

Un riconoscente “grazie” a chi mi è stato particolarmente vicino negli anni, dopo la morte di mia moglie Giulia. Un finale ringraziamento ai miei figli, a mia nuora Stella e a mio genero Fausto, ai miei nipoti e che il Signore li protegga sempre!


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