I 5 Stelle contro Daniela Maroni  «Ha assunto la nuora in Regione»
Daniela Maroni, eletta nel 2013

I 5 Stelle contro Daniela Maroni

«Ha assunto la nuora in Regione»

La consigliera regionale della lista civica Maroni Presidente al centro delle polemiche per l’assunzione della nuora con un part time da 31mila euro l’anno

Il consigliere regionale Daniela Maroni finisce nel mirino dei Cinquestelle. In un comunicato diffuso ieri, i “grillini” che siedono al Pirellone, Dario Violi e Stefano Buffagni, e con loro il collega Luca Ceruti - consigliere comunale a Como - richiamano l’attenzione sulla promozione a ruolo dirigenziale (categoria D) di Gessica Vallelonga, 29 anni, dipendente del consiglio regionale dal mese di aprile del 2013, inizialmente con inquadramento in posizione economica B1 e con le mansioni di addetta alla segreteria. I consiglieri pentastellati rimarcano il fatto che Vallelonga sia la nuora di Daniela Maroni (ne ha da poco sposato il figlio, Luca Vanoli) e che dal giorno della sua assunzione in Regione alle dipendenze della consigliera abbia già potuto beneficiare di due “upgrade” del contratto. Una prima promozione le consentì, nel marzo del 2015, di passare in categoria C4, portando così il suo stipendio annuo dalla somma iniziale di 22.562,77 euro lordi (tredicesima compresa), a quella di 29.722,32 (tredicesima compresa); lo stesso contratto, pochi mesi più tardi - il 26 novembre del 2015 - fu ulteriormente ritoccato con una promozione di livello D6 in regime di part-time e un compenso lordo, tredicesima compresa, di 31.064,49 euro. In totale più di 80mila euro lordi.

«Il metodo “trota”, e cioè che per far carriera è sufficiente essere parenti del politico di turno, molto di moda nella Lega, si è diffuso anche nelle liste civiche legate al partito. Se questi sono i rappresentanti del cambiamento e della società civile comasca stiamo freschi», ha dichiarato Luca Ceruti, cui hanno fatto eco le parole dei colleghi Violi e Buffagni: «Roberto Maroni ha perso miseramente a Varese, ha fallito a Milano e non è nemmeno in grado di governare la sua lista civica “Maroni Presidente”, un comitato elettorale fantoccio che finge di essere vicino ai cittadini e alla società civile. Il capogruppo Stefano Bruno Galli faccia una sana riflessione sulle scope di Maroni. Ne abbiamo abbastanza di specchietti per le allodole». Questa la replica di Daniela Maroni: «Ho sempre cercato di premiare merito e lavoro, anche e soprattutto all’interno del mio staff. Gessica ha iniziato a lavorare con uno stipendio di circa 1400 euro al mese, oggi salito a 1600. Un premio, a fronte dell’impegno, della serietà e degli obiettivi raggiunti. Un anno fa, quando già lavorava in Regione, lei e mio figlio si sono innamorati e sono convolati a nozze lo scorso 11 giugno. Naturalmente mi sono informata presso gli uffici dell’amministrazione, per verificare eventuali incompatibilità, che - mi è stato detto - non sussistono. Lavoro con serenità e trasparenza. I 5 stelle cerchino altrove».


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