Grande amante della corsa  È morto per un malore
Roberto Rolfi, classe ’48, ieri alle 7,30 si è accasciato sul circuito dell’Inferno

Grande amante della corsa

È morto per un malore

Lutto a Sondrio: Roberto Rolfi, 70 anni, è scomparso sul circuito dell’Inferno

«Sempre disponibile e vero appassionato di questo sport, senza esibizioni»

Era uscito di casa all’alba per il consueto “giro”. Ogni giorno erano almeno venti chilometri tra corsa e camminata. Minimo. Roberto Rolfi, classe ’48, residente a Sondrio, ieri alle 7,30 si è accasciato sul circuito dell’Inferno, a Poggiridenti alto. E non c’è stato più nulla da fare. Lo ha stroncato un infarto, nonostante il personale del 118 abbia tentato l’impossibile per rianimarlo, sia con il defibrillatore portatile che con il massaggiatore cardiaco.

I soccorsi sono stati immediati perché chi era con lui non ha perso tempo e ha subito chiamato la centrale operativa. Sul posto sono arrivati anche i familiari e quando Rolfi è stato caricato sull’ambulanza respirava ancora. Il suo cuore ha però cessato di battere poco dopo.

La notizia della sua scomparsa è rimbalzata in un attimo tra gli appassionati della corsa, che vedevano Rolfi come un punto di riferimento per questa pratica sportiva che - si può dire - non ha età. I 70 anni Rolfi li portava davvero bene. Pensionato - ha lavorato una vita in Telecom -, ha sempre coltivato la corsa, che ha praticato in passato registrando alcuni record personali (ad esempio nella maratona di Venezia) e collezionando vittorie che non ha mai esibito. Per lui la corsa era puro godimento. E aiutava chi si spendeva per organizzare competizioni, come gli amici della Polisportiva Albosaggia, alle prese con il Trofeo Giugni o come il nipote Fabio Cometti, ideatore e organizzatore di importanti gare come il Wine Trail, il Valmalenco Vertical e il Valmalenco ultra trail. «Non ha voluto mancare alla prima del “Wine trail” nel 2013 e l’ho avuto come “scopa” al Valmalenco Vertical. Gli chiedevi una mano e c’era sempre. Lui era... più buon del pane».

Dal 2003 Rolfi era divenuto anche il “custode” del Castello Paribelli, che accudiva come fosse la sua dimora. Persino gli orti del palazzo gentilizio con lui erano rifioriti e ne andava orgoglioso. Ma a renderlo felice più di tutto era il suo nipotino Lorenzo, nato giusto un mese fa. Roberto lascia la moglie Patrizia Oresti e il figlio Gabriele, che lo piange con la moglie Simona. I funerali si terranno domani alle 14,30 nella chiesa di Santa Caterina ad Albosaggia, suo paese d’origine. Oggi, invece, alle 18,30, nella chiesa del Sacro Cuore di Sondrio (zona dove abitava) si è tenuta la recita del rosario.

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