Gli incendi fanno paura. Fuochi d’artificio, il divieto c’è ovunque
I fuochi d’artificio di due anni fa a Chiavenna

Gli incendi fanno paura. Fuochi d’artificio, il divieto c’è ovunque

Quasi tutti i Comuni della Valchiavenna hanno emanato ordinanze per vietare botti e lanterne l’ultimo dell’anno.

Botti vietati, in gran parte della Valchiavenna. La lezione di due anni fa, quando il versante sovrastante la città di Chiavenna fu devastato da un incendio innescato dai fuochi artificiali di Capodanno, non è stata vana. Tanti i comuni in valle che hanno scelto di esplicitare, attraverso apposite ordinanze, quello che già il buon senso dovrebbe suggerire.

Mancano le precipitazioni sulla valle ormai da alcuni giorni, il barometro segna alta pressione, le previsioni del tempo sono eccellenti e sulla valle spira un vento dato in aumento nei prossimi giorni. Tutti elementi che dovrebbero far propendere per rimettere botti e lanterne cinesi negli armadi in attesa di tempi migliori Purtroppo, come ampiamente dimostrato due anni fa, non sempre il buon senso appartiene a tutti. Meglio ricordare di farne uso, insomma. E la via sono sempre le ordinanze emanate direttamente dai sindaci o dagli uffici di Polizia Locale, che prevedono sanzioni anche nel caso in cui poi non succeda nulla di grave.

Già emanate quelle dei comuni di Chiavenna, Piuro, Verceia e Mese, probabilmente, visto che gli uffici ieri e oggi sono chiusi, altre ne arriveranno durante la giornata di lunedì. Grande attenzione in queste ore, soprattutto, nel valutare le previsioni meteo. Se per l’alta Vallespluga, vista la presenza di neve a terra, il rischio è molto contenuto, nel fondovalle c’è preoccupazione. Chi ha deciso di non impedire i botti di Capodanno ma di richiamare quanto deliberato ormai 4 anni or sono è il Comune di Prata Camportaccio. Il riferimento è l’ordinanza che vieta l’attività più pericolose tra quelle di moda la notte di San Silvestro: le cosiddette lanterne cinesi.

Per Prata il divieto di utilizzo vale sempre, non essendo mai stato revocato il provvedimento del 2014. Nel 2017 le fiamme divamparono poco dopo la mezzanotte e vennero definitivamente domate solo a fine gennaio, con danni ingentissimi al patrimonio boschivo. Questa la motivazione che ha spinto le amministrazioni a muoversi. Non l’unica, visto che si fa riferimento anche alla possibilità di ferire le persone e provocare scompensi pericolosi agli animali domestici. Sono previste multe. Chi sarà beccato ad accendere mortaretti, razzi o lanterne si vedrà appioppare una multa fino a 500 euro. L’ordinanza venne emanata anche due anni fa, ma i trasgressori allora furono molti.


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