Giornata economia La fusione tra Lecco e Como
Domani la Giornata dell’Economia a Lariofiere

Giornata economia
La fusione tra Lecco e Como

Camera di commercio: l’appuntamento a Lariofiere, Riva: «Assicurare continuità agli interventi in un’ottica strategica di ampio respiro territoriale»

È una Giornata dell’Economia dal sapore diverso dal solito, quella programmata per giovedì 14 a LarioFiere. L’edizione numero 16, infatti, è una sorta di biglietto da visita di quello che sarà il futuro ente camerale del Lario: le Camere di Commercio di Lecco e Como, che nel giro di qualche mese concluderanno il processo di fusione avviato ormai da tempo, hanno organizzato congiuntamente l’appuntamento, incentrato proprio su questa complessa operazione.

Un’operazione che andrà a ridare forma a un territorio esteso tra lago, montagna e Brianza, con oltre 90mila imprese in 240 paesi, capaci di produrre il 7,2% del valore aggiunto e di esportare l’8,3% del totale regionale (che a sua volta costituisce oltre un quarto di quello nazionale). Un’area che nel 2017 ha realizzato un attivo commerciale di 4,3 miliardi di euro (mentre a livello lombardo lo “sbilancio” è di 4,4 miliardi); che ha richiamato oltre un milione e mezzo di turisti per 4 milioni di notti trascorse in loco; che conta oltre 400.000 occupati (ovvero il 9,2%è del totale regionale), di cui il 30% nell’industria, il 6% nelle costruzioni, il 63,3% nel terziario e lo 0,7% nell’agricoltura.

«Sono tutti aspetti che caratterizzano e definiscono questo territorio, contribuendo a determinarne potenzialità e attrattività, e che dovranno essere considerati elementi costitutivi della nuova Camera», ha commentato il presidente dell’ente lecchese, Daniele Riva, ricordando che quella lecchese «ha saputo costruire la propria identità nel rispetto della vocazione del contesto in cui è stata chiamata ad operare con il sistema associativo e sindacale, con quello professionale, con le altre Istituzioni, con le imprese, con la comunità di riferimento».

Allora erano i primi anni Novanta. Oggi molte cose sono profondamente cambiate; è il caso delle funzioni e competenze delle Camere, «che tuttavia restano incardinate sugli “assi portanti” dei servizi amministrativi per le aziende a forte contenuto telematico, dell’innovazione con particolare riguardo alla digitalizzazione delle Mpmi, dell’internazionalizzazione e della formazione: apertura ai mercati, apertura e sviluppo delle conoscenze. Sono questi gli ambiti su cui la Camera lecchese ha lavorato dalla sua costituzione ad oggi; è questo che porteremo come patrimonio e identità, come elemento di vocazione e complementarità con la realtà comasca, in una prospettiva di continua valorizzazione delle specificità e della qualità delle produzioni».

Il supporto alle aziende, specialmente alle Mpmi, continuerà ad essere la mission dell’istituzione. In questo senso, non mancano le best practice da mettere a sistema. Tra gli esempi, il progetto “Ecosistema Innovazione Lecco”, che ha messo a disposizione delle aziende locali oltre un milione di euro.

«Per garantire all’area vasta Como-Lecco crescita e sviluppo duraturi – ha aggiunto Riva -, è necessario sin d’ora assicurare continuità agli interventi in un’ottica strategica di ampio respiro, perché gli investimenti in innovazione, ricerca e formazione, consolidamento sui mercati esteri richiedono costanza e processi reiterati. I benefici sono nel medio-lungo periodo: il dialogo con la realtà universitaria del Polo di Lecco del Politecnico, con il CNR e i suoi 7 Istituti insediati nel Campus cittadino, con UniverLecco e la Fondazione Cluster regionale Tecnologie Ambienti di Vita necessita di continuo sviluppo, ri-generazione e messa a sistema». Naturalmente, si lavorerà al potenziamento dell’asse con la Regione Lombardia, che parteciperà alla Giornata dell’Economia con l’Assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli, cui saranno affidate le conclusioni. Ma non solo.

«La grande sfida che attende la nuova Camera non è tanto legata al cambiamento sul piano normativo, quanto al mutamento del contesto ampio: l’innovazione tecnologica che permea tutti gli aspetti della vita delle imprese (economia 4.0), incluso il modo di relazionarsi con la P.A.; la sempre maggior complessità e interdipendenza di relazioni, scambi, flussi materiali e immateriali».


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