Franca Alessio, il ricordo       di una collega
Franca Alessio a un’iniziativa del Rotary dedicata alla violenza sulle donne

Franca Alessio, il ricordo
di una collega

La lettera dell’avvocato Sonia Bova

Cara Franca,
te ne sei andata in silenzio, in punta di piedi, ti sei incamminata lungo il viale del tramonto e ti sei spenta con un soffio, come un lucignolo fumigante, dopo averci abituati ad un’esistenza roboante, punteggiata di eventi di ampio respiro dal punto di vista sociale, politico e professionale, essendoti distinta in tutti gli ambiti in cui ti sei sperimentata, riempiendo di te, dei tuoi vissuti, della tua intelligenza strepitosa e superba bellezza (interiore e non), del tuo carattere forte ed impetuoso, della tua intuizione fulminea, della tua tempra d’acciaio e della tua umanità e tenerezza infinite i nostri giorni dispersi, che da ora in poi ci troveranno un po’ piú soli perché non accompagnati dalla tua sincera amicizia, dalla tua cordiale presenza, dalle argute battute e dai motti di spirito dai quali era illuminata ogni tua esternazione , in pubblico come in privato .

Sei stata un portento, Franca, una vera forza della natura, un animo indomito, una dal cervello raffinato e dall’eloquio spedito e sciolto.

Ti vogliamo ricordare com’eri: libera, spigliata, pronta, capace, serena anche nella sventura, empatica, generosa e tenace.

Rammento che approcciandomi alla professione, nella quale mi sono sempre accompagnata a mio padre e mio fratello, ho visto in te un esempio da seguire e ti ho presa a modello, cercando di calcare le orme da te lasciate sul terreno accidentato dell’Avvocatura.

Cosí mi hai introdotta degli ambienti e nelle Associazioni da te frequentate: il C.I.P.M. (Centro Italiano per la Promozione della Mediazione), l’A.I.A.F. (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia ed i Minori), la Camera Penale di Como e Lecco e molte altre, ove ti sei distinta e, da tua pari, hai fornito un notevole apporto.

Non ti dimenticheremo mai, essendo tu passata tra noi come una meteora, ricorederemo in eterno il tuo singolare modo di essere al mondo e rimpiangeremo di te la modalità unica con la quale ti rapportavi agli altri, la schiettezza del tratto umano, l’infinita brama di sapere, la capacità di realizzare obiettivi, raggiungere scopi, centrare bersagli.

Sei stata un potente concentrato di interessi, doti umane e professionali, un personaggio importante dalla caratura morale altissima, un’esponente di spicco della nostra Lecco, riuscendo a vivere alla grande il percorso esistenziale che la Provvidenza ti ha concesso, arricchita com’eri di doni di inestimabile valore (primo fra tutti l’ingegno), coi quali ti sei fatta largo nella società ed ovunque hai calcato i primi posti, raggiungendo primati, aprendo strade, costruendo ponti, valicando muri ed abbattendo steccati di ogni sorta, tale essendo la tua passione civile che nulla e nessuno ti avrebbe mai potuta fermare.

Lascerai un grande vuoto in noi, Franca, che sarà colmato solo rinvangando il tempo passato, i mille convegni, le immunerevoli conferenze, lezioni, incontri di studio ed approfondimento delle tematiche civili e penali ad un tempo , perché la tua mente veloce spaziava in ogni campo ed il tuo vulcanico approccio al diritto ci spiazzava tutti, lasciandoci estasiati ed attoniti di fronte alla manifestazione del genio che era in te, di cui forse s’é smarrita l’impronta.

Ma nulla é perduto, Franca: già vedo occhieggiare ed esprimersi qualcosa di te nella piccola Ginevra che tua figlia ti ha portata in dono, quale pegno d’amore di Adriana per la grande madre che é passata come un fulmine nella sua stessa esustenza, lasciando una scia luminosa che non si estinguerà mai negli anni a venire.

Riposa in pace, Franca, e che la terra ti sia lieve.

Ti accompagnino gli angeli nel paradiso di quel Dio che ti accoglierà tra i sapienti, i dotti, coloro che han faticato su questa terra per crearsi una posizione, ma che, al contempo, non si sono mai dimenticati della sorte degli umili, dei poveri, degli emarginati e degli ultimi.

Arrivederci, amica mia, e che il tuo riposo sia dolce per i tuoi cari, il tuo sguardo sia fisso su di loro, che da ora in poi si affideranno alle tue intuizioni per procedere spediti nel cammino della vita.

A presto, Franca, e là “ove la mosca e l’angelo sono uguali” (Meister Eckart) possa trovare soddisfacimento la tua sete d’infinito ed inoltrarsi il tuo sguardo limpido e terso.

Sonia Bova


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