Finta naufraga del Costa Concordia   Assolta perché «recitava una parte»
Valerio Staffelli consegna il Tapiro a Margherita Ballarotta

Finta naufraga del Costa Concordia

Assolta perché «recitava una parte»

Cassago. La soubrette si era presentata a Domenica Cinque come una dei sopravvissuti. Condannato l’organizzatore del raggiro, assolta anche l’altra “comparsa” della finzione

È stata assolta la cassaghese Margherita Ballarotta, 28 anni, fotomodella e un passato con qualche comparsata in televisione, in particolare sulle Reti Mediaset. La Ballarotta doveva rispondere in tribunale a Monza di sostituzione di persona in concorso. Dello stesso reato dovevano rispondere anche Giacinto Canzona, 44 anni, di Roma e Gabriele Bezzoli, 34 anni, romano. Il giudice del tribunale di Monza, Simona Caronni, ha condannato Canzona, ritenuto l’artefice del raggiro, a sei mesi di reclusione. È stato, invece, assolto, oltre alla Ballarotta, anche Bezzoli.

Visibilità mediatica

Secondo la Procura di Monza, rappresentata in aula dal viceprocuratore onorario, Paola Zimbaldi, infatti, «per procurarsi un vantaggio derivante dalla visibilità mediatica sostituivano la propria all’altrui persona nel corso della trasmissione Domenica Cinque in onda su Canale 5 presentandosi falsamente, la Ballarotta quale naufraga della Costa Concordia, il Bezzoli quale suo compagno e il Canzona quale avvocato della Ballarotta».

Questa, almeno, è stata l’accusa che la Procura aveva mosso sulla base del lavoro giornalistico effettuato dal popolare programma satirico “Striscia la Notizia”. La trasmissione di Antonio Ricci aveva smascherato il raggiro, mettendo in luce una situazione di autentica farsa.

L’intervista a casa

L’inviato Valerio Staffelli peraltro l’aveva intervistata a Cassago Brianza, con tanto di consegna del Tapiro. L’imputata, ora assolta con formula piena, fin dall’inizio della faccenda aveva preso le distanze dichiarando la propria totale estraneità ai fatti contestati da “Striscia la Notizia”, prima, e dal tribunale di Monza successivamente. In tribunale la Ballarotta aveva, infatti, ribadito quanto già espresso in passato: la ragazza aveva raccontato di essere stata contattata da una persona di fiducia per interpretare la presunta naufraga (Cristina Mazzetti) al programma di Canale 5.

Secondo la testimonianza, chi le aveva proposto questo compito le aveva detto che la presunta naufraga era troppo provata per parlare in televisione della propria esperienza vissuta all’Isola del Giglio, ma che avrebbe dato il proprio consenso perché la sua storia fosse raccontata pubblicamente da un’attrice.

La Ballarotta in tribunale si era anche costituita parte civile contro l’avvocato romano: si trovava, infatti, in aula in doppia veste di imputato, ma anche di presunta parte lesa in quanto ritiene da sempre di aver subito una truffa. Una circostanza che in effetti le è stata riconosciuta dal tribunale di Monza.

La Procura di Monza aveva richiesto la condanna per tutti gli imputati, ma il giudice Caronni ha ritenuto evidentemente che le posizioni dei tre imputati fossero molto diverse l’una dalle altre. E alla fine la Ballarotta è stata totalmente scagionata.


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