Ferrovie e disguidi, la Provincia chiama

Trenord

Rinviato l’incontro milanese tra Trenord e i sindacati regionali, il tentativo di risoluzione dei nodi legati al trasporto ferroviario della tratta locale che anche ieri ha fatto registrare i «soliti» disagi, prende nuove strade.

Ferrovie e disguidi, la Provincia chiama Trenord

Su sollecitazione dei sindacati e in linea con quanto già promesso all’insediamento dell’Agenzia del trasporto locale, il presidente della Provincia Luca Della Bitta chiama a raccolta,e soprattutto a responsabilità, tutti i protagonisti.

L’ultimo invito in ordine di tempo a Della Bitta è arrivato da Giorgio Nana della Filt Cgil che chiede al presidente di palazzo Muzio di intervenire in Regione attraverso l’assessore Alessandro Sorte così che la voce di Valtellina e Valchiavenna arrivi forte e chiara fino a Milano.

Una sollecitazione che Della Bitta raccoglie rilanciando. «All’insediamento dell’Agenzia locale dei trasporti - ricorda - presi l’impegno di intraprendere un percorso di riflessione e confronto anche sui treni. E ora terrò fede a quell’impegno convocando un tavolo provinciale al quale inviterò Trenord col quale ho già avuto contatti».

L’auspicio del presidente di palazzo Muzio è che l’incontro possa aver luogo già nelle prossime settimane. «La questione è complessa, lo sappiamo - ammette Della Bitta -, la nostra linea ferroviaria tocca quattro differenti province (Milano, Monza-Brianza e Lecco oltre che Sondrio) e si intreccia con evidenti difficoltà dettate dalla presenza del binario unico, situazione a cui non si può ovviare. Però - aggiunge - ci sono alcune questioni che possono essere risolte nel breve e medio periodo».

Si tratta fondamentalmente delle garanzie di pulizia e manutenzione dei treni in viaggio sui nostri binari, della puntualità delle corse per ridurre al minimo i disagi a pendolari, studenti e anche turisti - «non dobbiamo dimenticare la vocazione della nostra terra» sottolinea Della Bitta - e dell’impegno a sostituire il materiale rotabile più vecchio «perché i convogli nuovi che sono arrivati negli ultimi anni non sono sufficienti».

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