Ex Falck, la bonifica non è prioritaria Almeno per la Regione Lombardia
Dal muro ci sono fuoriuscite di liquidi poco rassicuranti, ma le analisi non hanno rilevato alcun problema

Ex Falck, la bonifica non è prioritaria Almeno per la Regione Lombardia

Per l’assessore Terzi preoccupazioni fondate, ma non c’è alcun allarme.

Il consigliere regionale Pd: «La risposta non mi ha soddisfatto e ho lanciato un nuovo appello».

Bonifica dell’area ex Falck di Novate Mezzola? Non una priorità. É questo il responso dell’interrogazione presentata da Raffaele Straniero, del gruppo consiliare del Partito Democratico nei giorni scorsi. «La bonifica dell’area ex Falck di Novate Mezzola – spiega il consigliere regionale - non è tra le priorità di Regione Lombardia.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Maria Terzi rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata. «Nel documento chiedevo all’assessore se non ritenesse opportuno riconsiderare la richiesta avanzata ancora a dicembre scorso dal sindaco di Novate Mezzola di riaprire il procedimento di bonifica, tramite asportazione del materiale inquinato sottoposto a messa in sicurezza o tramite un’altra tecnologia. E volevo sapere anche se la Regione non pensasse fosse il caso di mettere in campo, nelle attività istruttorie in corso, ogni intervento e azione di controllo utile a garantire la massima sicurezza del sito e il potenziamento delle attività di monitoraggio delle acque del lago di Mezzola, con l’aumento della frequenza dei campionamenti e l’estensione dell’attività anche nelle aree della piana della Valchiavenna, per assicurare un controllo più frequente dei parametri e un tempestivo intervento laddove si rendesse necessario».

La risposta «non ha «completamente soddisfatto» il consigliere del Pd: «L’assessore ha riconosciuto fondate le preoccupazioni espresse nell’interrogazione, e riferite anche da cittadini e associazioni, ma, sulla base della certificazione della Provincia di Sondrio, secondo la quale “dal sito non derivano danni per la salute”, ha escluso che un intervento del genere possa essere inserito all’interno del Piano regionale per le bonifiche, nel quale sono confluite altre operazioni ritenute prioritarie dalla giunta regionale. «Nella mia replica ho sottolineato come al di là degli aspetti formali e di quelli finanziari, seppure molto importanti, la situazione rimanga meritevole di un approfondimento e in questo senso ho espresso un auspicio affinché l’assessorato possa prestare attenzione alla situazione di questo sito».

L’interrogazione da un lato conferma quanto dichiarato più volte dal sindaco di Novate Mariuccia Copes circa le continue richieste a Regione per arrivare a una soluzione radicale, e le relative risposte negative.

Dall’altro conferma anche che la Regione ritiene chiusa, almeno per il momento, la vicenda con il certificato di avvenuta messa in sicurezza. Passaggio duramente contestato dalle associazioni che nelle scorse settimane hanno presentato ricorso al Presidente della Repubblica.


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