Eroi discreti della nostra libertà   Lecco rende onore ai partigiani
La cerimonia di scoprimento della targa che al Garabuso ricorda le sorelle Villa

Eroi discreti della nostra libertà

Lecco rende onore ai partigiani

Inaugurate le targhe che ricordano le sorelle Villa e don Alfieri

Il sindaco Brivio: «Nella quotidianità seppero scegliere da che parte stare»

Sono state inaugurate al Garabuso e sul sagrato della chiesa parrocchiale di Acquate le targhe che ricordano le sorelle Villa e don Martino Alfieri, protagonisti della Resistenza lecchese. Targhe realizzate in collaborazione tra il Comune, i Musei civici, l’Anpi e la scuola media Stoppani, per un paio d’anni impegnata con alunni e insegnanti nel progetto “R-Esistenza”.

Il primo appuntamento è stato appunto al Garabuso davanti alla casa che era della famiglia Villa e che tra il 1943 e il 1945 fu punto di riferimento per partigiani, ebrei e soldati in fuga verso la Svizzera, tutto il mondo antifascista lecchese.

Il sindaco Virginio Brivio ha parlato dei tre luoghi-tappa dell’iniziativa di ieri mattina: la casa delle sorelle Villa («che hanno maturato la loro scelta nella quotidianità : da che parte stare in un momento di profonda ingiustizia»), il sagrato della parrocchia dove don Alfieri fu viceparroco («Perché anche tanti uomini di fede – basti ricordare don Giovanni Ticozzi – hanno avuto il coraggio di scegliere con chiarezza») e infine la scuola di Acquate per la festa finale, scuola che tra 1943 e 1945 fu la sede lecchese della SS.

Dopo lo svelamento della targa al Garabuso, accompagnato dai canti del coro della stessa scuola Stoppani, ci si è spostati alla chiesa di Acquate, dove Patrizia Milani dell’Anpi ha ringraziato i partecipanti, tra cui molti parenti di quelli che furono gli animatori della Resistenza lecchese: addirittura, dalla Sardegna è venuto appositamente per questa occasione Nicola Lanzetta, più conosciuto come un forte alpinista ma soprattutto il nipote di quel dottor Nicola Lanzetta che, medico acquatese negli anni della lotta di liberazione, spesso saliva in Erna per curare i partigiani.


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