Erba, la scomparsa di Tagliabue
Un simbolo per i pescatori sportivi

Per 50 anni è stato presidente della società Alta Brianza che ha raggiunto i 1200 tesserati

Erba, la scomparsa di Tagliabue Un simbolo per i pescatori sportivi
Giulio Tagliabue aveva 80 anni e si è battuto per la tutela dell’ambiente e in particolare delle acque
(Foto di Benedetta Magni)

Se n’è andato Giulio Tagliabue, 80, erbese doc, persona che a Erba e dintorni per tanti anni ha avuto un ruolo importante nel mondo della pesca sportiva e nel campo della difesa delle acque e del territorio, in particolare del Pian d’Erba e dei laghi. Era conosciuto anche perché per anni è stato proprietario di un negozio di macelleria in città. Molte signore si ricordano di certo della sua cortesia al banco. Tagliabue è stato per oltre mezzo secolo presidente della società pescatori Alta Brianza che ha contato anche oltre 1200 soci. Era iscritto all’Alta Brianza da quando aveva 17 anni. È stato presidente dal 1965, fino al 2015 quando ha rassegnato le dimissioni per limiti di età. I soci però gli chiesero di restare alla guida del sodalizio e lui continuò a collaborare attivamente pressappoco come presidente onorario molto ascoltato. Per oltre quarant’anni ha organizzato l’annuale gara di pesca per bambini, evento che si è tenuto fino al 2015 e che in molte edizioni ha visto la partecipazione di oltre settanta piccoli pescatori. Uno degli obiettivi di Tagliabue era proprio quello di cercare di trasmettere la passione per la pesca sportiva alle nuove generazioni. Il suo grande impegno ecologico ha riguardato la protezione, la pulizia e il recupero ambientale dei corsi d’acqua, in particolare le, un tempo pulitissime, rogge Gallerane, canali artificiali realizzati ai tempi di Lodovico il Moro. Squadre di pescatori hanno provveduto alla pulizia e al ripristino degli argini. Assai numerose furono le segnalazioni e le denunce fatte dal direttivo dell’associazione per gli scarichi inquinanti e le conseguenti morie di pesci. Tale azione aveva migliorato la situazione delle acque dell’Erbese.

(Emilio Magni)

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