Erba, il “Porta” si divide  Due classi a scuola,  gli altri solo a metà
Villa Amalia, sede del Carlo Porta, prima dello stop per il Covid (Archivio)

Erba, il “Porta” si divide

Due classi a scuola,

gli altri solo a metà

Primo incontro tra i dirigenti del liceo e i docenti

in vista della riorganizzazione degli spazi a Villa Amalia

Rispettare le normative anti-Covid in una villa settecentesca trasformata in un liceo? Impossibile. Molto più delle altre scuole erbesi, il “Carlo Porta” sta facendo i conti con la difficile ripartenza delle lezioni a settembre: mancano spazi alternativi per ospitare i ragazzi in sicurezza, gran parte degli studenti dovranno alternare settimane trascorse a scuola con la didattica online.

Martedì a Villa Amalia, la struttura che ospita il liceo linguistico e delle scienze umane, si è tenuta una riunione fra il preside Piermichele De Agostini (prossimo alla pensione) e i docenti. «Per noi - conferma il dirigente scolastico - ci sono diverse criticità. Questa struttura è nata come una villa, le aule sono state distribuite all’interno di un edificio bellissimo ma pensato per altri scopi. Ci siamo confrontati, abbiamo vagliato diverse ipotesi, ma l’unica soluzione praticabile resta quella di proseguire in parte con la didattica online fino a quando le restrizioni non verranno allentate».

Il preside ha già pensato a uno schema di massima. «Le prime classi, se va bene anche le seconde, potranno frequentare le lezioni totalmente in presenza, venendo regolarmente a scuola. Per tutte le altri classi del triennio la soluzione più semplice è quella dell’alternanza settimanale: metà degli alunni saranno in classe, l’altra metà a casa in collegamento con il computer».

A Erba si stanno interrogando sul futuro anche il liceo scientifico Galilei e l’istituto Romagnosi: in entrambi i casi serviranno degli aggiustamenti, verranno probabilmente sfruttati nuovi spazi, ma parliamo di scuole che hanno sede in strutture più grandi e più moderne. Qui organizzare studenti e classi in sicurezza è molto più facile rispetto al Carlo Porta e la didattica online dovrebbe essere l’eccezione, non la norma.

L’articolo completo su La Provincia di giovedì 9 luglio


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