Erba, i cani antidroga al parco Majnoni
Il sindaco: «Voglio anche le foto trappole»

La polizia locale dopo il blitz negli stabilimenti abbandonati ha ispezionato anche la più importante area verde cittadina

La polizia locale non si ferma. Anzi, rilancia. Dopo il blitz nelle aree dismesse di mercoledì mattina, nel pomeriggio di giovedì 17 settembre gli agenti guidati dal comandante Giovanni Marco Giglio hanno effettuato controlli al parco Majnoni con i cani antidroga. Intanto il sindaco Veronica Airoldi chiede di mettere in sicurezza le vecchie industrie: «Dove sono state chiuse porte e finestre non entra più nessuno. Il problema della droga? C’è ed è un grosso tema, facciamo il possibile». Mercoledì 16 settembre all’alba gli agenti erbesi, con il supporto di colleghi provenienti da Como, Cantù e Mariano Comense, hanno fatto visita all’ex Gasfire e all’ex Molino Mottana in via Fiume, oltre che alla ex-Spreafico in via Leopardi. In centro la situazione è apparsa tutto sommato tranquilla, senza segni di bivacchi recenti; in via Leopardi, al contrario, i vigili hanno rilevato tracce inequivocabili: lo stabile, facilmente accessibile, viene utilizzato frequentemente per assumere stupefacenti, in particolare eroina. «Il problema esiste - dice il sindaco Airoldi - ed è un grosso tema da affrontare. In passato lo abbiamo fatto coinvolgendo i dirigenti scolastici e le forze dell’ordine, abbiamo effettuato controlli con cani antidroga. Continueremo a monitorare i luoghi più sensibili (stazione, parco Majnoni e Licinium) con controlli a sorpresa ed eventualmente fototrappole, ho già detto al comandante che vorrei portare in città questa tecnologia». Proprio nel pomeriggio di giovedì, la polizia locale ha effettuato un sopralluogo al Majnoni con i cani antidroga: l’intervento era previsto da giorni, prima di sapere che l’ex-Spreafico si sarebbe rivelato un riparo per chi vuole assumere stupefacenti lontano da occhi indiscreti. «Il blitz della polizia locale nelle aree dismesse - osserva Airoldi - ha certificato un fatto: negli stabili in cui sono stati posti i sigilli, penso in particolare all’ex-Gasfire, non si rilevano più tracce di incursioni notturne. Significa che mettere in sicurezza gli stabili e bloccare tutti gli accessi funziona». Resta dunque il problema della ex-Spreafico, che appartiene a una società immobiliare. «Quel luogo ha dato problemi sin dall’inizio del mio mandato - ricorda Airoldi - a partire dall’incendio notturno del luglio 2017. Lunedì ho una riunione in programma con il comandante Giglio e il dirigente dei lavori pubblici, Giuseppe Ruffo, per discutere la soluzione migliore: valuteremo se fare un’ordinanza, o se esistono formule migliori per sanare la situazione». Ad oggi, conclude il sindaco, «è evidente che non c’è stata sufficiente attenzione da parte dei proprietari. Le forze dell’ordine (a febbraio lo dissero i carabinieri, l’altro giorno lo hanno constatato i vigili, ndr) hanno certificato quanto sia facile entrare, la situazione deve cambiare».

(Luca Meneghel)

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