Donatori di organi, Reg Green sostiene  la lotta di Marco Galbiati
Marco Galbiati con il figlio Riccardo morto a 15 anni

Donatori di organi, Reg Green sostiene

la lotta di Marco Galbiati

Il papà di Nicholas scrive a quello di Riccardo che raccoglie firme

per cambiare la legge sull’anonimato

L’incontro c’è già stato, ma venerdì verrà riproposto davanti alle telecamere della trasmissione di RaiDue “I fatti vostri”: ospiti di Giancarlo Magalli, in diretta, si stringeranno di nuovo la mano Marco Galbiati, papà di Riccardo, e Maurizio, l’uomo che del ragazzo ha ricevuto gli organi.

È un tema che sta suscitando interesse anche oltre oceano, considerato il fatto che a Galbiati – che ha lanciato una raccolta di firme per modificare parzialmente la legge che prevede l’anonimato dei donatori di organi e l’impossibilità, per i familiari di chi ha donato, di conoscere chi ne ha beneficiato – ha scritto anche Reginald Green, che la perdita di un figlio l’ha provata a sua volta sulla pelle.

Nel 1994, il piccolo Nicholas (aveva 7 anni) rimase ucciso sulla Salerno-Reggio Calabria durante un tentativo di sequestro e furto dell’auto su cui viaggiava con la famiglia, sfociato in sparatoria. I genitori scelsero di donarne gli organi, che salvarono la vita a sette italiani.

Oggi, Green si associa alla “battaglia” avviata da Marco Galbiati, che ha lanciato l’iniziativa sulla piattaforma internazionale Change.org. L’uomo, di Sirone, ha dovuto affrontare la stessa decisione nel gennaio dello scorso anno, quando un malore uccise il figlio Riccardo, 15 anni, mentre si godeva una giornata sulle nevi di Aprica.


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