Don Roberto ospite delle Iene  per l’accoglienza ai migranti
Il fermo immagine di don Roberto Trussardi durante “Le iene”

Don Roberto ospite delle Iene

per l’accoglienza ai migranti

L’ex parroco, ora alla Caritas, segue un progetto innovativo

Un’esperienza basata sulla formazione che accompagni al mondo del lavoro

L’hanno salutato da poche settimane, all’atto del suo addio ufficiale a Vercurago e Pascolo per il trasferimento alla Caritas di Bergamo, di cui ha assunto la direzione. Domenica sera, però, hanno avuto modo di “incontrarlo” nuovamente, quanto meno attraverso il piccolo schermo.

Don Roberto Trussardi è stato infatti protagonista della trasmissione di Italia 1 “Le Iene”, grazie al servizio che l’inviato Giulio Golia ha deciso di dedicare all’Accademia dell’integrazione, un progetto che la Caritas bergamasca e il Comune di Bergamo hanno avviato da qualche settimana ottenendo anche la collaborazione di Confindustria.

Di fatto, dallo scorso settembre una parte del Cas (il centro di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo) del capoluogo orobico è dedicata alla sperimentazione finalizzata a garantire una formazione ai migranti per agevolarne l’ingresso nel mondo del lavoro.

In questa sorta di campus, le regole sono precise: sveglia alle 6.30, adunata, pulizie, lezioni di italiano tutti i giorni, venti ore di pulizia del verde cittadino alla settimana. In trenta hanno scelto di affrontare questa esperienza, ma l’obiettivo è moltiplicare il numero.

«L’accoglienza non deve fermarsi ad accogliere, ma deve diventare integrazione – ha detto don Trussardi, direttore della Caritas di Bergamo, al microfono di Giulio Golia, entrando nelle case di milioni di italiani -. Per l’accoglienza fine a se stessa non è più il momento. Volontariamente, i ragazzi hanno scelto di iniziare questa esperienza, avviata a fine settembre e destinata a protrarsi per un anno. Un’avventura che sta dando buonissimi risultati. E anche i cittadini, nel vederli al lavoro, apprezzano».

Loro stessi, intervistati dalla Iena Golia, si dicono contenti di avere un impegno fisso e regolare, di poter provare a ottenere una formazione in grado di consentire, un domani e a determinate condizioni, di ottenere un lavoro.

Del resto, lo scopo è questo. «Abbiamo coinvolto Confindustria – ha aggiunto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori -, che si è detta disponibile a fornire orientamento e organizzare tirocini nelle aziende associate, arrivando quindi ad assumere se i ragazzi otterranno il permesso di soggiorno».

Tra l’altro, il progetto curato da don Trussardi potrebbe diventare un riferimento a livello più ampio, considerato il fatto che – come ha aggiunto lo stesso Gori - «rientra interamente nei 35 euro che lo Stato spende per il mantenimento quotidiano di ogni singolo richiedente asilo: non si spende nemmeno un euro in più. Quindi, questa cosa si può riprodurre in tutta Italia. Il nuovo decreto Sicurezza cancella lo spazio per la protezione umanitaria, ma visto che i rimpatri sono difficili, è interesse nostro, per avere città sicure, fare in modo che questi ragazzi siano impegnati, perché altrimenti gli irregolari rischiano di restare vittima del lavoro nero o di affiliarsi a organizzazioni criminali».


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