“Die Tote Stadt”, tanti i lecchesi  per la prima alla Scala
Il Teatro alla Scala

“Die Tote Stadt”, tanti i lecchesi

per la prima alla Scala

L’opera di di Erich Wolfgang Korngold, messa in scena al Teatro milanese. Applausi scroscianti

Un folto gruppo di appassionati lecchesi ha assistito martedì sera alla prima assoluta dell’opera Die Tote Stadt di Erich Wolfgang Korngold, per la prima volta messa in scena al Teatro Alla Scala di Milano. Scritta quando il compositore aveva appena ventitré anni, narra la storia dell’ossessione del protagonista che non si rassegna alla morte della giovane moglie e precipita nel vortice di una tormentata relazione con una ballerina, costantemente giocata sul filo tra sogno e realtà.

La trasferta lecchese, promossa dalla Civica scuola di musica, è stata curata dal musicologo Angelo Rusconi, che nelle scorse settimane ha tenuto un’illuminante guida all’ascolto, consentendo ai partecipanti di meglio comprendere e apprezzare questo capolavoro del teatro musicale del ‘900.

Diretti da un attento Alan Gilbert, l’orchestra e il coro scaligeri hanno ancora una volta dato prova dell’altissimo livello raggiunto, che li colloca ai vertici della musica mondiale. Da sottolineare l’intensa interpretazione dei protagonisti: Klaus Florian Vogt, già apprezzato protagonista del Fidelio inaugurale nel 2014 e di Asmik Grigorian, che aveva magistralmente vestito i panni di Marie nel Wozzeck di Berg a Salisburgo nell’estate 2017.

La regia, particolarmente curata, e ricca di citazioni sul clima e sulla vita culturale della Germania degli anni ’20 del secolo scorso, è stata affidata a Graham Vick e ha costituito un gradito ritorno sul palcoscenico milanese.

Al termine gli applausi sono stati scroscianti. Anche da parte degli appassionati lecchesi.


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