Danni da orso? «La via da seguire è installare recinti»
Peter Moltoni mostra uno dei recinti elettrificati posti a protezione degli apiari

Danni da orso? «La via da seguire è installare recinti»

Dopo gli attacchi agli apiari di Bianzone la Provincia invita a fare maggior prevenzione. «Al momento possiamo fornire un kit a testa»

La linea da seguire per evitare i danni procurati dall’orso che, dalla metà di luglio ormai, sta colpendo gli apiari della Media Valtellina e della Valposchiavo, è una sola: installare i recinti elettrificati. Su questo punto concordano sia gli apicoltori, sia la Provincia di Sondrio e la Regione, enti questi ultimi che sono disponibili a fornirne alcuni. Se, invece, l’apicoltore fosse interessato ad acquistare un kit autonomamente – magari perché il recinto fornito dall’ente non è sufficiente – il costo medio oscilla fra i 700 e i 900 euro. «La Provincia indicativamente può dare un recinto ad apicoltore che può installarlo nella zona ritenuta più vulnerabile – afferma Maria Ferloni, tecnico faunistico della Provincia e referente territoriale per i grandi carnivori -. In questo momento non possiamo metterne a disposizione di più (le richieste degli apicoltori non sono molte comunque), perché ne abbiamo solo alcune unità. La fornitura avviene in comodato d’uso gratuito, per cui se in futuro potesse servirci chiediamo indietro il kit, ma ciò avviene raramente».
Un aiuto viene anche dalla Regione Lombardia: «In questo momento stiamo lavorando come direzione Ambiente e clima della Regione anche sulle predazioni da grandi carnovori (lupo e orso) e abbiamo fornito una serie di recinti attraverso il progetto “Life” – dichiara Elisabetta Pozzidel servizio tutela della biodiversità di Regione Lombardia di Milano -. Abbiamo ancora alcuni recinti che daremo a disposizione alla Provincia di Sondrio per tamponare l’attuale situazione. Di sicuro è utile pensare a politiche di contributo per il futuro e, in questo senso, i colleghi della direzione Agricoltura si stanno attivando per trovare misure di finanziamento all’interno del Piano di sviluppo rurale che non è stato però ancora attivato. Tutte le Regioni, che si trovano ad affrontare questi problemi, lo hanno fatto e la nostra intenzione è analoga. Inoltre stiamo cercando di lavorare per reperire risorse per acquistare altro materiale che potrà essere usato anche l’anno prossimo per la prevenzione». Ferloni aggiunge, dopo essersi confrontata con la Regione Trentino dove circola nei boschi una cinquantina di orsi, che nel caso di orsi che predano solo apiari e non si “fanno vedere” dalla gente, la linea è quella di incentivare la prevenzione – i recinti elettrificati, cioè – che sono efficaci e su quello bisogna puntare. «Oltretutto il costo del recinto è ammortizzato dal fatto che dura per parecchi anni, oltre che dall’aver certezza che non si perdono apiari», aggiunge. In relazione alla richiesta venuta dalla Mieleria Moltoni, colpita due volte in Val Fontana e a Bianzone vicino a Piazzeda, di avvisare gli apicoltori quando l’orso fa incursioni, Ferloni garantisce che sarà fatto. «Con Apas, che ha quasi 500 soci, si effettua già una comunicazione immediata agli apicoltori associati ogni volta che c’è un danno – risponde -, adesso ci siamo attivati per fare lo stesso con Api Lombardia, che credo abbia una ventina di soci, ma molti di questi hanno anche centinaia di arnie».


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