Cura Italia, le aziende lecchesi   hanno chiesto 36 milioni

Cura Italia, le aziende lecchesi

hanno chiesto 36 milioni

Nella provincia di Lecco, le domande sono state 522, per un importo di finanziamento richiesto pari a 36,45 milioni

LECCO

Sono 1.058 gli imprenditori della provincia di Como ad aver presentato, tramite gli istituti di credito, una domanda al Fondo di garanzia del Mediocredito Centrale, per ottenere un finanziamento secondo quando indicato dal decreto “Cura Italia”. Le richieste provenienti dal Comasco, dal 17 marzo (data di entrata in vigore del decreto) fino al 6 maggio scorso, hanno raggiunto l’ammontare di 55,95 milioni di euro.

Per quanto riguarda invece la provincia di Lecco, le domande sono state 522, per un importo di finanziamento richiesto pari a 36,45 milioni. Dalla Valtellina, infine, sono giunte 374 richieste per 14,73 milioni. Nel Lecchese l’importo medio del finanziamento richiesto è stato più elevato rispetto alle altre due province, raggiungendo quota 69.831 euro, contro i 52.890 di Como e i 39.410 di Lecco. Nei tre territori, la maggior parte delle domande ha riguardato i finanziamenti fino a 25mila euro, con copertura al 100%, “per i quali – come precisa una nota del Mediocredito Centrale – l’intervento del Fondo è concesso automaticamente e possono essere erogati senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore” ossia dell’istituto di credito. A Como le pratiche per questa specifica richiesta sono state 833, pari al 78,7% del totale, per un importo di 18,09 milioni ed una media per domanda di 21.718 euro. In provincia di Lecco invece sono state finora 388 le imprese ad aver chiesto finanziamenti fino a 25mila euro (il 74,3% delle domande totali), con un importo medio di 21.551 euro e per un ammontare totale di 8,36 milioni. Infine in Valtellina le pmi che hanno aderito a questa misura sono state 320 (l’85,5%) per una media di 22.211 euro richiesti e 7,1 milioni totali. Ieri intanto il Mediocredito Centrale ha aggiornato i dati nazionali evidenziando come finora in Italia sono state presentate più di 140mila domande per un importo di 7,2 miliardi di euro (erano 103mila per 6 miliardi al 6 maggio, data per cui è disponibile l’ultimo aggiornamento su base provinciale). Di queste richieste, 117mila sono riferite ai finanziamenti fino a 25mila euro per un totale di 2,5 miliardi, più di 10mila a operazioni di garanzia diretta con percentuale di copertura all’80% e oltre 5mila con copertura al 90%. Si tratta quindi di numeri importanti, destinare a fornire ossigeno alle imprese in difficoltà. Tuttavia, nonostante sia stato più volte sottolineato l’automatismo dei meccanismi, numerose richieste risultano ancora inevase ed il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha evidenziato la lentezza di alcune banche: «Gli effetti del decreto liquidità – ha detto in Senato – scontano l’atteggiamento di alcuni istituti bancari che non stanno collaborando come dovrebbero». Ma, secondo Giovanni Pontiggia, rappresentante del settore del credito nella Camera di commercio di Como e Lecco, «i ritardi, che pure si stanno sempre più riducendo, non sono imputabili alle banche in generale, quanto piuttosto a come i singoli istituti si sono strutturati per affrontare questa questione».

Inoltre, secondo Pontiggia, presidente della Bcc della Brianza e dei Laghi, “ci sono aspetti burocratici che necessitano comunque di interpretazioni e questo porta ad un rallentamento del lavoro nelle singole banche: ecco perché, come ho già evidenziato, sarebbe fondamentale creare uno sportello unico in Camera di commercio, come realizzato a Bergamo, per dare una visione univoca a livello procedurale in modo che tutti seguano una linea.


© RIPRODUZIONE RISERVATA