Cultura e creatività  A Lecco ottomila addetti
Il campus di Lecco

Cultura e creatività

A Lecco ottomila addetti

La provincia lecchese tra le migliori in Italia per l’impatto di architettura, design ed editoria - Rispetto all’anno precedente gli occupati sono cresciuti

LECCO

Con la cultura “non si mangia”. Falso, lo prova, numeri alla mano, la nona edizione del report di Unioncamere e Fondazione Symbola “Io Sono cultura. L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”.Un’indagine articolata sul peso della filiera culturale nei territori che prende in considerazione settori come l’industria creativa (architettura, comunicazione, design, ecc.); le industrie culturali propriamente dette (cinema, televisione e radio, editoria e stampa, software e videogiochi, musica); le industrie basate sul patrimonio storico-artistico (musei, biblioteche, archivi, siti archeologici e monumenti storici); le performing art e arti visive (rappresentazioni artistiche, entertainment, convegni, fiere, ecc.); a ancora le cosiddette imprese “creative driven” che, pur non direttamente riconducibili al settore, impiegano in maniera strutturale professioni culturali e creative (come la manifattura evoluta e l’artigianato artistico). Queste ultime - sottolinea la Camera di commercio Como-Lecco - sono quelle con un “peso specifico” importante nelle province lariane, vi rientrano del resto attività spesso organizzate in forma distrettuale quali la meccanica innovativa, i mobili, il tessile per abbigliamento e per arredo, la nautica (che incorporano design sofisticato), il turismo, l’artigianato e l’agroalimentare (inclusa la ristorazione) con i loro prodotti tipici. Una filiera articolata su cui Como e Lecco spiccano a livello nazionale. Un dato significativo è l’incidenza del valore aggiunto culturale che frutta a Como la 31esima e a Lecco la 38esima. Sondrio invece, al posto numero 87, evidenzia caratteristiche diverse del tessuto economico. Como ha realizzato 810 milioni di euro di valore aggiunto culturale, in crescita rispetto ai 791 milioni dell’anno precedente, terza in Lombardia dietro a Milano e a Monza e Brianza.

Il territorio lariano occupa posizioni di primo piano nell’architettura, nel design e nell’editoria e stampa (rispettivamente 5°, 6° e 17° posto in Italia. Poco performanti i risultati da ascrivere al patrimonio artistico, a cinema, radio e televisione e alle “performing art” (83esima, 68esima e 66esima posizione).

Gli stessi punti di forza e di debolezza emergono considerando le due aree provinciali.

Como spicca per il design (4° posto in Italia), l’architettura (8° posto), l’editoria (10°). Risultano da sviluppare soprattutto le attività relative al patrimonio storico ed artistico, a videogiochi e software (13° posto, 53,5%). Nel 2018 gli addetti delle imprese culturali italiane ammontavano a circa 1,6 milioni di persone, pari al 6,1% del totale degli occupati, in crescita del 2% rispetto al 2017.

Per quanto riguarda l’area lariana, nell’intero sistema produttivo culturale e creativo erano impiegati circa 23mila addetti, pari al 6% della forza lavoro complessiva lariana (al terzo posto in Lombardia, dopo Milano e Monza e Brianza, per quota di addetti del settore, e al 27esimo della classifica italiana).

Como occupava circa 15mila addetti (il 6,1% del totale) e Lecco circa 8.000 (5,7%). Rispetto al 2017, gli addetti lecchesi sono cresciuti dell’1,4%; viceversa, quelli comaschi sono diminuiti dello 0,4%.

Le due province lariane al vertice anche della graduatoria che pesa il numero delle attività. Lecco e Como si piazzano al settimo e all’ottavo posto nella classifica nazionale, con un’incidenza rispettivamente del 5,9% e del 5,8% sul totale delle attività economiche provinciali. Di conseguenza, l’area lariana è nella “top ten” (ottava posizione, con il 5,8%).


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