Creval: via libera dell’assemblea a nuovo Cda. Lovaglio verso la presidenza
Via libera dall’assemblea del Credito Valtellinese al nuovo consiglio di amministrazione

Creval: via libera dell’assemblea a nuovo Cda. Lovaglio verso la presidenza

A favore della lista presentata da Denis Dumont, il 69,9% del capitale presente, per la lista dei gestori il 29,69% degli azionisti presenti. Quindici i componenti del nuovo Cda, la cui prima riunione è in agenda lunedì.

Via libera dall’assemblea del Credito Valtellinese al nuovo consiglio di amministrazione. A favore della lista presentata da Denis Dumont, il 69,9% del capitale presente, per la lista dei gestori il 29,69% degli azionisti presenti. Quindici i componenti del nuovo Cda, la cui prima riunione è in agenda lunedì.

È stato inoltre approvato a maggioranza il mandato per un triennio. Per Dumont entrano Luigi Lovaglio (presidente in pectore), Alessandro Trotter, Stefano Caselli, Mauro Selvetti (a.d), Fausto Galmarini, Elena Beccalli, Massimo Massimilla, Livia Aliberti Amidani, Massimiliano Scrocchi, Teresa Naddeo, Paola Bruno, Carlo Crosara. Per la lista dei gestori fanno il loro ingresso Anna Doro, Serena Gatteschi, Stefano Gatti.

«Siamo soddisfatti del risultato dell’assemblea, sicuramente». E quanto alla quota nella banca, «penso che resteremo a livello attuale». Lo ha detto, a margine dell’assemblea del Creval, Pierre Mestdagh, presidente di Dgfd, la holding dell’imprenditore francese Dumont, che controlla il 5,12% dell’istituto valtellinese.

Mestdagh sottolinea poi che «è possibile» che incontri nel prossimo futuro i vertici del Creval. «Non ho conferme - ha detto -, però mi sembra verosimile». Il presidente di Dgfd spiega inoltre che l’interesse per il Creval è nato «da nostri contatti con altri soci italiani della banca».

Non era presente all’assemblea di questa mattina, al Centro servizi di via Feltre a Milano, l’ex presidente MIro Fiordi. «Ho volutamente fatto un passo di lato, nell’intento di non aizzare alcuna polemica, evitare ogni scontro, nell’interesse della banca e rimango fedele a questa scelta - ha spiegato ieri Fiordi all’agenzia MF-Dow Jones -. Siamo riusciti ad avere la validazione dei modelli interni ottenendo un buon vantaggio patrimoniale, abbiamo completato la vendita degli Npl e ottenuto la garanzia pubblica statale (Gacs). Il Cda ha realizzato in tempi rapidi quanto era stato indicato nel piano industriale e ora consegna ai nuovi azionisti una banca più solida e dotata di una buona liquidità per affrontare con maggiore agio le sfide future». Il Creval, guidato dall’amministratore delegato Mauro Selvetti (candidato nella lista di Dumont e in pole per la conferma alla guida operativa), nei giorni scorsi ha completato il piano di de-risking (riduzione del rischio ndr) previsto per il 2018 perfezionando la cessione del portafoglio di crediti non performing (“project Gimli 2”) a Credito Fondiario per un valore lordo di libro di circa 220 milioni di euro. Il perfezionamento dell’operazione consente all’istituto di di registrare un impatto positivo sul CET1 ratio fully loaded di circa 7 punti base calcolato sui dati contabili al 30 giugno 2018. Gli impatti economici e patrimoniali della cessione erano già stati interamente contabilizzati nei risultati finanziari del primo semestre. La banca ha ceduto crediti deteriorati per un valore lordo di libro di oltre 2 miliardi di euro.

A partire dal 2015, le cessioni cumulate operate da Creval ammontano a circa 4 miliardi di euro di valore lordo di libro e hanno determinato una riduzione dell’ammontare lordo di crediti deteriorati di circa il 65% nonché un calo della loro incidenza sul totale dei crediti dal 26,2% all’11,2% di fine giugno 2018.


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