Creval, la mossa di Dumont  «Un nome per la presidenza»
L’assemblea è fissata per venerdì 12 ottobre a Milano

Creval, la mossa di Dumont

«Un nome per la presidenza»

Secondo “Il Sole 24 Ore” l’imprenditore ha scelto Luigi Lovaglio

Figura di esperienza «che potrebbe essere gradita al Credít Agricole»

Novità in casa Credito Valtellinese in vista dell’assemblea di venerdì 12 ottobre a Milano, mentre la scadenza per la presentazione delle liste dei candidati è fissata per lunedì 17 settembre.

Secondo quanto ha scritto ieri il Sole 24Ore, il socio che ha chiesto la revoca dell’attuale consiglio di amministrazione, il transalpino Denis Dumont (che tramite la finanziaria Dgfd controlla circa il 6% del Creval) «punterebbe a dare alla banca valtellinese un Cda improntato alla forte indipendenza, con professionisti con esperienze estere e dotati di background finanziari e industriali».

Sempre sulla base dell’articolo pubblicato sul quotidiano, l’imprenditore francese candiderebbe alla presidenza Luigi Lovaglio, banchiere di grande esperienza proveniente dal mondo Unicredit: il manager ha curato passo dopo passo lo sviluppo della controllata polacca di piazza Gae Aulenti, Bank Pekao, di cui è stato Ceo fino a luglio 2017».

Un nome, continua “Il Sole”, che potrebbe essere gradito anche all’altro socio francese di Creval, il colosso Crédit Agricole, che ha il 5% della banca, elevabile a poco sotto il 10%. Anche se al momento non ci sono conferme o certezze. «Non siamo attivi» e questo significa che «non interveniamo su questioni di governance», ha detto pochi giorni fa il senior country officer per l’Italia della banca francese, Giampiero Maioli, sull’ipotesi di presentare una propria lista.

Sul fatto, tuttavia, che non dovrebbero esserci scontri particolarmente cruenti in vista del rinnovo del consiglio, arrivano voci raccolte anche dall’agenzia di stampa Reuters. «Non si va verso una vera contesa, si sta lavorando per soddisfare le esigenze comuni di un rinnovo della governance che sia più market friedly -, commenta una fonte dell’agenzia -. Non è una situazione come quella di Carige, dove si litiga e due azionisti si contendono la banca. Si prende atto di un cambiamento profondo nell’azionariato e si anticipa quello che sarebbe comunque successo tra sei mesi», aggiunge una seconda fonte, ricordando la scadenza naturale dell’attuale consiglio la primavera prossima.

«Possibile che accanto a una lista condivisa e di maggioranza - di fronte alla quale l’attuale presidente Miro Fiordi non intenderebbe mettersi di traverso - se ne aggiunga un’altra targata Assogestioni, che punterebbe a coprire un ruolo di minoranza nel prossimo Cda». aggiunge “Il Sole”.

Molto solida appare la posizione dell’amministratore delegato Mauro Selvetti, che gode «del rispetto del mercato, anche alla luce della piena implementazione del piano industriale», e di solidi rapporti «proprio con Credít Agricole, che non ha mai fatto mistero di accordargli piena fiducia». Ieri il titolo azionario della banca ha segnato un vero e proprio sprint, chiudendo a più 4,22%.


© RIPRODUZIONE RISERVATA